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La Scala

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(8 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Contestazione e cariche della Polizia alla "Prima" della Scala

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(La controriforma dell'istruzione pubblica)

Costruire un movimento di opposizione contro la pessima riforma Gelmini.

(10 Ottobre 2008)

La riforma sulla scuola della Gelmini conferma,che ci troviamo di fronte ad una riconoscibile “filosofia della privatizzazione”della scuola,ad un modo radicalmente distorto,di concepirla e di gestirla.Presupposto teorico forte di questa filosofia è che non esistano diritti,ma solo beni di mercato,e che dunque anche cose come la scuola (o la salute) debbano essere pagate direttamente dagli utenti,se possibile a prezzo di costo;i disservizi e le inefficienze vengono senz’altro attribuiti al carattere pubblico dei servizi in quanto tale,o alle “colpe”dei lavoratori del settore,e non mai ad errori di gestione.I mass media hanno pubblicizzato la riforma Gelmini,parlando di maestro unico,voti in condotta,grembiulino.Andando al sodo invece,questa riforma prevede il taglio di 7 miliardi e 800 milioni per la scuola,con 87.000 insegnanti e 43000 impiegati amministrativi in meno di tre anni scolastici.Questa filosofia del governo Berlusconi comporta che l’istruzione pubblica sia lasciata marcire,con tagli continui su investimenti,spese di gestione e (soprattutto) stipendi del personale.Il tutto vuol dire meno scuola per i nostri figli,e condizioni di lavoro e di studio sempre più degradate ed umilianti.Con questo sistema sistematico di distruzione dei diritti sociali,la parola chiave non è dunque tanto la “privatizzazione”quanto la “differenziazione”:avremo e continueremo ad avere scuole di serie A,B e C (soprattutto di serie C),unendo insomma il peggio di un modello statale sempre più degradato,con il peggio del modello privatistico americano.Con tutti questi attacchi,bisogna reagire rilanciando la riqualificazione del servizio pubblico,passando secondo me non solo con una lotta per un adeguato finanziamento pubblico(tagliando nel bilancio dello Stato dove c’è da tagliare:armi in primis)ma anche per una gestione diversa,facendo perno sul protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore scuola.Nella situazione attuale dobbiamo mobilitarci tutti contro la pessima riforma Gelmini e le leggi nefaste che sta attuando il governo Berlusconi.

Antonello Tiddia
RSU Carbosulcis

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