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Ai lavoratori della Coop Leonardo

(8 Settembre 2008)

Basta discriminazioni e soprusi! Convocare individualmente i lavoratori per farli dimettere dal sindacato con promesse e minacce è illegale! Per paura della lotta dei lavoratori la direzione il 2/9 si inventa uno sciopero e chiama polizia e carabinieri, il 3/9 convoca i lavoratori uno ad uno per spaventarli!

La direzione della Coop Leonardo il 13/8/2008 ha consegnato a tutti i dipendenti un comunicato contro lo Slai Cobas, con l’obiettivo di confondere le idee e di nascondere l’illegale attività antisindacale che sta facendo intimidendo i lavoratori che hanno deciso di iscriversi allo Slai Cobas per difendere le proprie condizioni di lavoro e per conquistare i diritti previsti dalla legge, ma negati di fatto ogni giorno, primo fra tutti quello di venire trattati da esseri umani!

Il comunicato della Leonardo si rivolge ai soci. In tutte le cooperative i lavoratori dipendenti sono assunti con la qualifica di “soci lavoratori”, perchè questo permette che siano loro negati una serie di diritti che hanno invece i lavoratori dipendenti. Quando mai i lavoratori dell’impianto Bennet di Origgio hanno potuto veramente dire la loro sull’utilizzo degli incassi della coop, sugli stipendi dei dirigenti e degli amministratori, sulla gestione degli appalti, sul bilancio della coop? I “soci lavoratori” non hanno mai i veri diritti dei soci, ma solo gli obblighi di un lavoratore subordinato!

All’impianto Bennet di Origgio non ci sono atteggiamenti repressivi e persecutori contro chi si iscrive allo Slai Cobas? Repressione e persecuzione, atteggiamento antisindacale sono: a) assegnare ore di lavoro solo a chi non è iscritto, b) selezionare per i lavori più pesanti e nocivi chi è iscritto, c) mettere in libertà i lavoratori prima del solito orario e poi contestare l’uscita prima del tempo a chi è iscritto, d) assegnare a chi è iscritto carichi di lavoro impossibili da eseguire entro l’orario, e) assegnare lavori di pulizia, spesso nocivi per la salute, senza protezioni adeguate, a chi è iscritto, f) continuare a provocare chi è iscritto chiedendogli “dove sono adesso i Cobas, vedi che ti faccio fare tutto quello che voglio, sono io qui che comando”, g) premere sui lavoratori per convincerli a dimettersi dal sindacato con promesse e minacce, addirittura convocandoli individualmente negli uffici come il 3/9, h) inventarsi false accuse contro i delegati dello Slai Cobas, come nel caso di Dickson, per licenziarlo. Repressione, persecuzione e atteggiamento antisindacale sono cose che avvengono ogni giorno all’impianto Bennet di Origgio, e di questo è sicuramente a conoscenza anche la Direzione della Bennet.

La direzione della coop. Leonardo non vuole trattare, prende tempo. L’obiettivo è quello di logorare i lavoratori con le intimidazioni e le provocazioni (come quella contro Dickson o con i colloqui individuali illegali). La direzione della Leonardo sarà costretta a trattare solo dalla lotta dei lavoratori! In passato le trattative sono state fatte con sindacati compiacenti che hanno anche firmato accordi che abbassavano i salari rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale. Una trattativa di questo genere non interessa i lavoratori della coop. Leonardo che, per questo, dopo le delusioni avute per anni con Cgil, Cisl, Uil, hanno deciso di aderire allo Slai Cobas! Di questo ha paura la Leonardo!

Dickson è perseguitato! Ha ricevuto contestazioni disciplinari nel 2005, 2006, 2007 e 2008. Ma nessuna di queste contestazioni ha avuto un seguito, segno che si trattava di mezzi per intimidirlo, senza basi reali. Tanto è vero che fino ad adesso ha continuato a lavorare nella coop Leonardo! Il licenziamento di Dickson è basato su una denuncia falsa! La direzione della coop sostiene che nell’incontro del 30 luglio lo Slai Cobas non avrebbe detto niente. L’incontro era una pura formalità legale, la direzione della coop aveva già deciso di licenziare Dickson e non aveva alcuna intenzione di ritirare il licenziamento. Cosa si aspettava, che barattassimo il licenziamento con qualche concessione da poco? Nelle raccomandata inviata il 22 luglio alla Leonardo e alla Procura di Varese abbiamo citato i lavoratori testimoni del fatto che Dickson non ha fatto nulla di fronte alla provocazione del capo e che i supposti testimoni della presunta aggressione non erano presenti sul posto. Nella lettera di giustificazioni del 16 luglio c’erano scritte queste identiche cose. La direzione della Leonardo non ne ha voluto tenere conto, perchè il suo obiettivo era quello di licenziare Dickson e di rimandare tutto alle vie legali, tenendo fuori Dickson da Origgio più tempo possibile. IL RIENTRO DI DICKSON E’ UN OBIETTIVO PRIORITARIO, CHE OTTEREMO CON LA LOTTA E CON LE VIE LEGALI.

I due scioperi fatti, che sono riusciti nonostante l’illegale sostituzione dei lavoratori in sciopero con lavoratori di altre coop, hanno avuto una buona partecipazione e iniziato a dare i primi risultati. La direzione della coop ha paura della lotta dei lavoratori e dei Cobas, perchè difendono i lavoratori. Se non ne avesse paura perché mai il 2/9 avrebbe fatto venire polizia e carabinieri temendo un nuovo sciopero?. E se da un lato la direzione della coop continua nell’atteggiamento antisindacale, dall’altro si dice disposta ad un confronto. Teme che la lotta vada avanti e ci siano ancora scioperi e agitazioni, nei momenti di maggior lavoro. Scioperi e agitazioni che ci dovranno essere. La lotta è appena iniziata e si estende anche ad altre coop oltre Origgio. Si allarga la solidarietà di altri lavoratori, organizzati in associazioni e comitati, che sono disponibili a sostenere nuovi scioperi e la lotta dei lavoratori delle coop. Lo sfruttamento e l’assenza di diritti per i lavoratori delle coop sta diventando pubblico in Italia, se ne parla, i lavoratori si organizzano e cominciano le mobilitazioni e gli scioperi. Con settembre parte una campagna di solidarietà per sostenere economicamente i licenziati politici come Dickson che, già adesso, non è stato lasciato sulla strada dallo Slai Cobas!

I lavoratori della Leonardo dell’impianto Bennet di Origgio non vogliono una trattativa fasulla, sono stanchi di promesse e richiedono:

1) il ritiro del licenziamento di Dickson, la fine di tutte le attività antisindacali, l’allontamento dei capi responsabili di ingiurie, soprusi e abusi di potere, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti i lavoratori
2) l’applicazione al 100% del contratto nazionale con gli arretrati
3) l’infortunio pagato al 100% come previsto dalla legge, le ferie pagate
4) la busta paga con tutte le ore effettuate e l’elenco delle timbrature
5) equa distribuzione dei carichi di lavoro, delle turnazioni, del cambio di mansioni, dell’orario (tutti i lavoratori devono avere un orario di 8 ore, nessuno deve essere messo in libertà dopo due o tre ore di lavoro, il sabato e la domenica a rotazione)
6) nuove assunzioni solo se i lavoratori già presenti fanno, almeno, 8 ore lavorative
7) nessun lavoratore può essere allontanato dal posto di lavoro con avviso a voce o per telefono, ma solo con disposizione scritta che motivi tale iniziativa (con un preavviso di due giorni) e con informativa al delegato sindacale
8) applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, misure idonee a tutela della salute ed integrità fisica di tutti i lavoratori, dotazione di strumenti di protezione e prevenzione in relazione al tipo di lavoro assegnato
9) distribuzione immediata a tutti i lavoratori dei moduli per gli assegni familiari
10) corso per tutti i carellisti
11) infermeria nel capannone corredata di completa attrezzatura per il primo soccorso
12) messa in funzione della mensa per tutto il personale
13) nessuna rivalsa economica sui lavoratori per danni causati nell’attività lavorativa

Milano 4.9.2008

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