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(10 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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(25 Ottobre 2008)

Nella giornata del 24 ottobre si contano quattro vittime sul lavoro: tre operai e un bracciante agricolo. Non sono certe passate le salme su nessun Tappeto Rosso, malgrado il sangue versato. Ritornano al piano terra, da dove erano venute, trasportate da ben altro Tapis Roulant. Vittima sul lavoro, anche una donna: dopo un mese è morta a Udine, Diana Cromaz, 37 anni, ustionata da una fiammata mentre lavorava al banco delle vernici. Si è fatta 35 giorni di agonia dopo essere rimasta vittima a settembre di un infortunio sul lavoro. Era dipendente della Artwood di Moimacco, in provincia di Udine ed era rimasta gravemente ustionata da una fiammata mentre lavorava al banco delle vernici. Le fiamme le avevano devastato il viso, le braccia e il tronco. La donna era stata ricoverata al Centro grandi ustionati di Padova in prognosi riservata. La Cromaz, rimasta vedova alcuni anni fa quando il marito era morto in un incidente stradale, lascia una bambina di 6 anni.

Era alta primavera, non facinorosa, quando il presidente della Repubblica, a Firenze, rispondendo ad una domanda sugli articoli della Costituzione che tutelano il lavoro, sottolineò che occorre adoperarsi “per tutelare il lavoro in tutte le sue forme prendendo il concetto della Costituzione come un concetto dinamico…anche il lavoro a tempo delimitato, quello cosiddetto precario”.

E la tomba del Faraone, si arricchisce di contributi, umani. Ci si può anche giocare alla Tomba del Faraone, un gioco Rai, http://www.giochi.rai.it/faraone/istruzioni.htm: “Aiuta l’esploratore a raccogliere quanti più tesori possibile e ad uscire dal labirinto sano e salvo”.
« La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. » (Primo Levi, I sommersi e i salvati)

Doriana Goracci

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