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Psicocomunista

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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Report dell'incontro nazionale del 25 ottobre a Napoli

(29 Ottobre 2008)

Sabato 25 ottobre si è tenuto a Napoli il previsto incontro nazionale di compagni impegnati nel processo di unità della costituente comunista.

Nei 25 interventi sono stati ribaditi tutti i punti fondamentali che debbono caratterizzare il percorso unitario verso la costruzione di un nuovo partito comunista: priorità e centralità dell’unità dei comunisti, non di una generica “sinistra”; discontinuità politica e organizzativa con le recenti esperienze; rottura con il riformismo; ritorno a fare politica nella società, tra le masse, senza subordinazione alle vicende istituzionali; recupero dell’identità teorica e politica proprie dei comunisti; formazione di nuovi gruppi dirigenti; possibilità in questa fase di una doppia militanza, nelle organizzazioni dåi attuale appartenenza e nella costituente comunista; necessità di procedere parallelamente da un lato ad un processo costituente per un sindacato unitario di classe, dall’altro ad un intenso e vasto lavoro culturale che, attraverso concrete iniziative di ricerca, dibattito e formazione coordini le tante risorse esistenti ma disperse e lavori per arginare il dilagare del pensiero borghese dominante e consenta ai comunisti di realizzare la propria egemonia culturale nella classe e nella società.

L’assemblea ha tratto conferma della possibilità concreta di una ripresa politica di massa e del percorso unitario che i comunisti hanno intrapreso dall’analisi delle due manifestazioni dell’11 e del 17 ottobre, come pure dalle grandi mobilitazioni di lotta nell’università e nella scuola. Anche nel mondo del lavoro si manifestano sintomi e si cominciano a prendere iniziative tese a contrastare gli effetti nefasti della crisi economica e a riportare nelle mani dei lavoratori gli strumenti e la possibilità delle scelte e delle lotte. Una grande stagione di lotte è appena iniziata che vedrà nei prossimi mesi strati sempre più ampi di masse lavoratrici e popolari scendere in campo contro le politiche del capitale. Compito immediato dei comunisti è sostenere i movimenti di lotta già in campo con le loro piattaforme rivendicative (su contratti, scuola, etc.) e dare un primo orientamento a queste lotte impedendo che l’azione del riformismo trasformista e concertativo riesca a deviare e vanificare la loro straordinaria forza d’urto. Riuscire in questo compito di contrasto e di orientamento è il modo migliore e concreto per i comunisti di avanzare nel percorso della propria unità nella costituente.

Questo vuol dire non lasciarsi distrarre dalle alchimie politiciste ed elettoralistiche del momento e concentrare le proprie energie nell’utilizzare le nostre categorie interpretative, riscoprire l’inchiesta operaia, tornare tra le masse, stimolarne e orientarne la creatività e lo spirito di iniziativa, coordinarsi e favorire il coordinamento delle lotte.

In questa prospettiva diventa centrale l’impegno dei comunisti nei luoghi di lavoro teso a creare le condizioni della massima unità possibile dei lavoratori, sia sul piano politico operando per l’aggregazione di strutture embrionali dei comunisti (a prescindere dalle loro appartenenze), sia sul piano sindacale per realizzare e sperimentare forme democratiche, unitarie e aperte della classe, che al di là e al di sopra delle sigle sindacali, unifichino i lavoratori a partire dai loro interessi reali, sugli obbiettivi e sulle forme di lotta.

Anche sul territorio e in specifici ambiti (scuola, etc.) si deve operare allo stesso modo: faro per orientarsi, dovunque, deve essere – sul piano politico – lo sforzo di unire, sui contenuti concreti, i comunisti con e senza partito e – sul piano delle lotte popolari – la capacità di orientare e unificare le mobilitazioni di massa, senza astratte e assurde pretese egemoniche ma anche senza concessioni al codismo.

I compagni di Napoli hanno anche comunicato di mettere a disposizione del processo unitario costituente dei comunisti le strutture culturali ed editoriali di cui dispongono quali strumenti essenziali dell’enorme lavoro culturale che occorre fare e quali nucleo di aggregazione di altre risorse e organismi che sono nella disponibilità dei comunisti e che debbono essere gestiti in comune in un grande circuito nazionale.

Il processo costituente è maturo per entrare in una nuova fase che, per un verso, si misuri concretamente con i problemi e i compiti che vengono imposti direttamente dallo scontro di classe, e, per altro verso, con le persistenti difficoltà di lotta ideologica attiva, di confronto e di sintesi che la disgregazione dei comunisti pone in modo ancora drammatico.

Per affrontarle i comunisti debbono fare anch’essi un salto di qualità, da un lato, superando ogni concezione minoritaria e minimalista della politica, riconquistando la propria autonomia, ritornando a vivere tra le masse e nelle loro lotte, e, dall’altro, dotandosi degli strumenti organizzativi e di lavoro necessari che, ovviamente, non possono corrispondere a nessun modello, ma riflettere, in ciascuna circostanza specifica, le esigenze concrete del lavoro politico da fare.

Sul piano nazionale sono evidentemente mature le condizioni per un incontro tra tutti i comunisti che nelle diverse realtà territoriali sono concretamente impegnati nel processo unitario costituente e che possono darsi una prima forma di coordinamento in attesa che maturino le condizioni per ulteriori e superiori forme di organizzazione. La riunione di Napoli ne è stato il prologo e si è conclusa con l’accoglimento della proposta già avanzata e con l’impegno dei presenti a preparare accuratamente questo incontro nazionale alla metà di dicembre a Roma.

CANTIERE PER LA COSTITUENTE COMUNISTA – NAPOLI

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