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Alitalia. Appello a sostegno dei lavoratori del trasporto aereo in lotta

(11 Novembre 2008)

La straordinaria gravità della vertenza Alitalia impone una riflessione generale su come nel nostro Paese si stanno rapidamente modificando in modo negativo le relazioni tra aziende, organizzazioni sindacali e lavoratori. Siamo di fronte ad una situazione nella quale un'azienda (CAI) non rispetta i più elementari principi etici, ricatta in modo strumentale lavoratori che già si trovano in uno stato di estremo disagio e di profonda incertezza per il proprio futuro, infrange e ridicolizza riconosciuti criteri di solidarietà sociale e calpesta le più basilari regole di democrazia e rappresentanza sindacale e gli accordi sottoscritti. Nonostante tutto ciò, tale azienda è favorita in ogni modo possibile dal Governo e percepirà soldi pubblici, i nostri, per sostenere e soddisfare i propri interessi finanziari.

Alitalia è ormai per Governo e Confindustria un banco di prova per far passare modelli contrattuali e meccanismi di rappresentanza sindacale più penalizzanti e più autoritari: in tale scenario i lavoratori sono trattati come cavie di tale “sperimentazione”.
La logica che la Confindustria vuole imporre è quella del “prendere o lasciare”, senza neanche percorrere la strada del reale confronto: questo è un metodo sindacalmente inaccettabile ed eticamente censurabile. I sottoscrittori del presente appello esprimono quindi piena solidarietà ai lavoratori del trasporto aereo che vi si stanno opponendo. Quella di Alitalia è una gravissima “vertenza pilota” che coinvolge ormai tutti i lavoratori italiani e che deve essere affrontata saldando in un unico obiettivo tutti i lavoratori, i precari, gli studenti e le forze sociali del Paese: battere l'autoritarismo e l'arroganza della Confindustria e del Governo e rendere possibile un'ampia, collettiva e democratica risposta di tutte le forze sane di questo Paese.

Aderisci all'appello a sostegno dei lavoratori del trasporto aereo in lotta
http://www.alitaliastoriavera.org/index.php/appello/scrivi.php

La straordinaria gravità della vertenza Alitalia impone una riflessione generale su come nel nostro Paese si stanno rapidamente modificando in modo negativo le relazioni tra aziende, organizzazioni sindacali e lavoratori.

Siamo di fronte ad una situazione nella quale un'azienda (CAI) non rispetta i più elementari principi etici, ricatta in modo strumentale lavoratori che già si trovano in uno stato di estremo disagio e di profonda incertezza per il proprio futuro, infrange e ridicolizza riconosciuti criteri di solidarietà sociale e calpesta le più basilari regole di democrazia e rappresentanza sindacale e gli accordi sottoscritti.

Nonostante tutto ciò, tale azienda è favorita in ogni modo possibile dal Governo e percepirà soldi pubblici, i nostri, per sostenere e soddisfare i propri interessi finanziari. Alitalia è ormai per Governo e Confindustria un banco di prova per far passare modelli contrattuali e meccanismi di rappresentanza sindacale più penalizzanti e più autoritari: in tale scenario i lavoratori sono trattati come cavie di tale “sperimentazione”.

La logica che la Confindustria vuole imporre è quella del “prendere o lasciare”, senza neanche percorrere la strada del reale confronto: questo è un metodo sindacalmente inaccettabile ed eticamente censurabile.

I sottoscrittori del presente appello esprimono quindi piena solidarietà ai lavoratori del trasporto aereo che vi si stanno opponendo.

Quella di Alitalia è una gravissima “vertenza pilota” che coinvolge ormai tutti i lavoratori italiani e che deve essere affrontata saldando in un unico obiettivo tutti i lavoratori, i precari, gli studenti e le forze sociali del Paese: battere l'autoritarismo e l'arroganza della Confindustria e del Governo e rendere possibile un'ampia, collettiva e democratica risposta di tutte le forze sane di questo Paese.

Le prime firme pervenute:

Fabrizio Tomaselli (SdL intercategoriale)
Paolo Leonardi (CUB)
Piero Bernocchi (Confederazione Cobas)
Giorgio Cremaschi (Rete 28 Aprile Fiom Cgil)
Paolo Ferrero (PRC)
Giulietto Chiesa (parlamentare europeo)
Marco Rizzo (Pdci)
Flavia D’Angeli (Sin.Critica)
Giovanni Mazzetti (Docente Università della Calabria)
Dante De Angelis (Ferroviere e RLS licenziato)
Vittorio Agnoletto (parlamentare europeo)
Ugo Boghetta (PRC)
Emanuela Palermi (Pdci)
Salvatore Cannavò (Sinistra Critica)
Paolo Sabatini (SdL intercategoriale)

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Commenti (1)

ALITALIA-CAI

Condivido pienamente l'articolo. Vorrei aggiungere che,oltre il problema sindacale c'e' comunque un problema complessivo. Sto seguendo la vicenda Alitalia dall'inizio,ascolto le parole del governo,del commissario Fantozzi,con il suo "fate presto,ho soldi solo per pochi giorni",detto tre mesi fa ,ma che poi ci sono fino a dicembre,di CAI. Sembra che siano tutti imprenditori CAI, dicono tutti le stesse cose.Ma il Governo non dovrebbe essere sopra le parti!(come doveva esserlo Banca Intesa). Fantozzi non dovrebbe tutelare i creditori, gli obbligazionisti,i piccoli azionisti! Il Governo puo' cambiare le leggi, fare decreti,ma vincere una partita a carte dove,se ti serve,l'asso lo fai valere uno,oppure undici ma,magari cambiando una legge,anche nove se ,per vincere ti serve proprio un nove e' una democrazia delle banane!

(11 Novembre 2008)

Ballabio

ahiullo@yahoo.it

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