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(5 Agosto 2011) Enzo Apicella

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Rifondazione capitalista

Lo stato borghese in soccorso dei padroni, e dei loro banchieri. Lo stato borghese si abbatte e non si cambia!

(20 Novembre 2008)

Le “nuove” ideologie del “capitalismo etico e temperato”, regolato, tentano di rinviare la soluzione rivoluzionaria, mentre la planetizzazione di mercato l’avvicina.

L’elemento decisivo di intervento su questo crinale e’ la teoria per capire il “nuovo” mondo, e l’attrezzatura per trasformarlo.

RIFONDAZIONE CAPITALISTA

Ancora una volta, il movimento reale, allargando gli spazi ed accelerando i tempi della propria riproduzione, impone la riscrittura delle regole internazionali di funzionamento ed equilibrio di sistema insieme alla variazione delle tematiche ideologiche di stato.

L’impatto, il profilo e l’effetto alone mondiale della crisi subprime americana esige di ripensare e rifondare le istituzioni nate con gli accordi di Bretton Woods del 1944, l’f.m.i , la banca mondiale, l’o.n.u..

La nuova architettura di governo del mondo, che necessariamente sanzionera’lo spostamento del baricentro economico, di potere e comando ad est, si basera’ su principi simili a quelli del New Deal ( vedasi l’ultimo G.20 ).

Al cuore della crisi troviamo il colossale scompenso tra U.S.A., con un deficit di bilancia superiore all’1% del p.i.l. globale, e i paesi che, godendo di eccedenze, lo finanziano, in primis Giappone e paesi asiatici esportatori di petrolio.

In questo quadro si intravede un ruolo piu’ importante dell’Europa come modello della conciliazione reciproca e come ago della bilancia tra le relazioni trans-atlantiche, le nuove potenze asiatiche ed i paesi emergenti sudamericani.

L’Europa sta uscendo “rafforzata” dalla crisi finanziaria nella bilancia di potenza mondiale anche se dovra’ affrontare un medio periodo recessivo; negli ultimi sei mesi ha avuto due successi: ha frenato l’entrata dei panzer a Tblisi e sta riuscendo, con l’eurogruppo, a sorvegliare e ad intervenire sull’economia reale.

L’effetto della crisi sta imprimendo un’accelerazione al ruolo politico unitario europeo nel mondo ed una ristrutturazione del proprio assetto interno: piu’ potere ai governi dell’euro, aiuti pubblici sbloccati, patto di stabilita’ piu’ flessibile, meno vincoli sul patrimonio bancario, introduzione del regolatore finanziario unico.

Anche l’elezione di Barack e’ espressione di queste tendenze al ridimensionamento e al relativo indebolimento americano; in particolare, Obama e’ il riflesso del passaggio storico dall’unilateralismo armatista ed ultraliberista al pluripolarismo attuale corretto in salsa statual-interventista.

Per noi, il tentativo congiunto in atto di stanziamento pubblico in salvataggio di banche e centri finanziari sull’orlo del fallimento e’ una grande conferma della teoria marxista dello stato; migliaia di miliardi in dollari ed euro, piani d’urgenza e poteri speciali in salvataggio dei padroni e dei loro banchieri.

Lo stato, oggi piu’ di ieri, corre in soccorso ai fallimenti del sistema, rimanendo uno strumento del capitalismo, una organizzazione al servizio della borghesia.

I padroni lo utilizzano e lo cambiano a seconda dei loro interessi.
I proletari lo possono solo abbattere!

combat!

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