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Fuoco amico

Fuoco amico

(21 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Silvio Berlusconi spiega di non aver sentito il suo amico Gheddafi per non «disturbarlo» in un momento così delicato.

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    Contro le politiche del governo Berlusconi

    (25 Novembre 2008)

    Credo che nei confronti del governo Berlusconi tutti noi proviamo una sensazione di vera ripulsa:una ripulsa politica,culturale e morale.
    Berlusconi è colui che ha portato i fascisti al potere;ma anche colui che sta cercando di convincere gli italiani,che privatizzando tutto e disgregando ogni senso del pubblico,l’economia ripartirà alla grande;che ogni strato sociale deve pensare a se a scaricare i settori più deboli in una lotta da giungla nella quale non c’è né solidarietà ne pietà.
    Berlusconi,Gelmini,Brunetta e questa banda che loro chiamano squadra ( forse perché molti di loro sono squadristi),questa banda di fascisti,di riciclati democristiani e capitalisti grandi,medi e piccoli,vogliono in particolare che la scuola diventi anch’essa un mercato,che la logica del profitto vi trionfi,che l’istruzione diventi merce come le altre,da scegliere come si fa alla Standa,seguendo mode e pubblicità e pagando a prezzo di costo.
    Vorrebbero che gli insegnanti lottassero tra loro come yuppies rampanti per qualche soldo di differenza e per una fantomatica scalata carri eristica.
    Intendono convincere i giovani e gli studenti che al mondo conta solo il potere del più forte e del più ricco,che ogni mezzo è buono per arrivare in alto e che i ceti più deboli,vanno abbandonati al loro destino.
    Il governo della PDL esprime solo il nudo e spietato interesse di classe,quello dei padroni di tangentopoli,dell’evasione fiscale legalizzata,della cementificazione del territorio,dei salari da fame e del lavoro da schiavi.
    La PDL si è ritrovata a governare grazie anche agli errori fatti dal governo di centro sinistra di Prodi,che non si è certo contraddistinto per una politica del tutto alternativa a quella che vogliono i poteri forti in Italia.
    Oggi credo sia opportuna una strategia globale che parta da un’opposizione e un’alternativa per la quale i lavoratori e i settori popolari,l’autorganizzazione e la sinistra di classe anticapitalista e comunista si attrezzi rapidamente ragionando in grande e annullando il peso che la sinistra filo capitalista ha ancora,nonostante la sconfitta elettorale,su tanta parte di coloro che da Berlusconi riceveranno solo bastonate.
    In poche parole occorre ricostruire una sinistra anticapitalista,comunista vicina ai movimenti e lontana dal PD.

    ANTONELLO TIDDIA
    RSU CARBOSULCIS

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