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Bologna: Chi fa la guerra non va lasciato in pace!

(7 Marzo 2003)

Come Coordinamento Regionale Anticapitalista e Antimperialista dell'Emilia Romagna pensiamo sia estremamente importante sviluppare il massimo di mobilitazione all'interno di ogni territorio per contrastare le politiche di guerra attualmente in atto.

Crediamo che questo sforzo vada fatto non solo per contrastare l'imminente attacco all'Iraq, ennesima operazione strumentale di conquista e di riequilibrio degli assetti economici internazionali mascherata da missione "di pace", ma debba essere finalizzato più in generale allo sviluppo di una consapevolezza e di una capacità critica radicale nei confronti del sistema stesso che queste operazioni mette in campo. Una consapevolezza che ci spinge ad affermare che non c'è distanza, non c'è separatezza alcuna tra la lotta contro le aggressioni guerrafondaie in ogni parte del globo e le lotte contro le politiche economiche di sfruttamento e di controllo che le stesse borghesie mettono in atto nella nostra realtà quotidiana. Sono infatti due facce di una stessa medaglia: il tentativo cioè, da parte di un sistema ormai in crisi profonda, di trovare strumenti e risorse per la propria sopravvivenza. E di conseguenza non c'è differenza se questo passa sulla pelle di intere popolazioni costrette alla fame e/o direttamente bombardate o se passa attraverso la progressiva riduzione delle garanzie economiche e sociali nei nostri paesi. Unica è la strategia, unica deve essere la battaglia!

Per questo con le nostre iniziative vogliamo anche andare oltre a quel pacifismo di maniera, ambiguo e strumentale, che a nostro avviso serve unicamente a contenere all'interno delle compatibilità istituzionali la giusta protesta, popolare e di massa, che in questo periodo si manifesta contro la guerra.

E' invece proprio contro a questo stato di guerra e contro ad ogni sua complice ambiguità riformista che abbiamo organizzato, come prima iniziativa, il corteo regionale del 22 febbraio a Ferrara, un corteo che ha registrato un'ottima partecipazione di compagni e di realtà a livello regionale e una forte determinazione nel riempire di contenuti antagonisti quella giornata di mobilitazione.

Ora più che mai il lavoro deve proseguire. Per questo, riprendendo proposte emerse nelle mobilitazioni di queste settimane in varie parti d'Italia e d'Europa, ci impegmano a sostenere e diffondere capillarmente in ogni territorio iniziative dirette di boicottaggio contro la guerra e chi nei fatti ne difende o ne rappresenta gli interessi.

Oltre al boicottaggio diretto contro ogni infrastruttura messa a disposizione dell'apparato bellico, ci impegnamo a promuovere dove possibile iniziative contro la catena MC DONALDS [multinazionale simbolo stesso della strafottenza e della violenza statunitense], contro la ESSO ["fornitore ufficiale" dell'apparato bellico della Nato e tra i maggiori beneficiari dall'eventuale conquista dei pozzi petroliferi iracheni], e, non meno importanti, contro la MANPOWER [multinazionale americana leader nei servizi di gestione di "risorse umane" e lavoro interinale, simbolo degli attuali processi di ristrutturazione e devastazione del mercato del lavoro].

Ci impegnamo inoltre a promuovere all'interno dei nostri territori una MANIFESTAZIONE, per il primo sabato successivo all'inizio ufficiale dei bombardamenti sull'Iraq, davanti alla BASE DI PISIGNANO, in Romagna [base da cui, non dimentichiamolo, non più di quattro anni fa partivano i bombardieri per il Kossovo con la benedizione del governo D'Alema].

Bologna, 5/03/2003

Coordinamento Regionale
Anticapitalista e Antimperialista
Emilia Romagna

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