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Marchio Marchionne

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(26 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Esternazione di Marchionne contro la scarsa produttività degli operai italiani

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12 dicembre: unire le lotte per vincere

appello agli studenti universitari e a tutti i lavoratori per una mobilitazione comune in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre

(1 Dicembre 2008)

In questi ultimi mesi gli studenti di tutto il Paese si sono mobilitati per dire no alle leggi 133 e 137, costruendo una protesta che ha invaso le strade e le piazze delle nostre città. Abbiamo protestato contro i tagli al mondo della formazione e contro la volontà di completare un processo di trasformazione delle nostre scuole e delle nostre università che parte da lontano e che mira a destrutturate il concetto di scuola ed università pubblica.

Contemporaneamente i lavoratori, proprio a partire dalla scuola e dall´ università, sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti ed hanno convocato per il 12 dicembre uno sciopero generale.

Il movimento studentesco ha avuto un ruolo fondamentale in queste settimane, ma di fronte alla volontà del governo di portare avanti fino in fondo quei provvedimenti che tanto abbiamo contestato, rimane un interrogativo irrisolto: come facciamo a vincere?

La domanda richiede un´analisi di fondo. La crisi economica e l´ideologia neoliberista sono alla base tanto dei provvedimenti in materia di istruzione, università e ricerca, tanto del processo di destrutturazione del mondo del lavoro e di superamento di quel sistema di garanzie e diritti dei lavoratori, conquistato con le lotte del movimento operaio nel secolo scorso.Più in generale è chiaro il disegno che mira a far ricadere sulle fasce sociali più deboli il prezzo delle speculazioni finanziarie con cui in questi anni i soliti pochi si sono arricchiti alle spalle della stragrande maggioranza della popolazione.

I provvedimenti intrapresi in materia di scuola ed università si inseriscono dunque in un quadro più ampio, come un tassello di un puzzle che si compone man mano inserendo in questo ragionamento il mondo del lavoro e tutti i soggetti sui quali si tenta di far ricadere le conseguenze della crisi finanziaria.

In questo quadro, non vinceremo mai se non avremo la capacità di uscire dalla logica della contestazione del singolo provvedimento e di comprendere che non si può sconfiggere l´effetto senza porsi l´obiettivo di arrivare a quelle cause che lo hanno determinato. In altre parole non si può avere una scuola ed un´ università migliore senza porsi il problema di un superamento complessivo di quel modello di società, di cui scuola ed università sono solo un prodotto.

Per questo è essenziale che la nostra protesta si saldi con la protesta dei lavoratori, a partire dallo sciopero del 12 dicembre. È importante in questo momento che le nostre singole lotte superino la visione corporativistica e si uniscano in un fronte comune che comprenda tutti i soggetti che sono colpiti dalla crisi economica.

Oggi per noi studenti la prospettiva futura è quella di un lavoro precario che non dia alcuna garanzia sul nostro futuro. Un neolaureato in media percepisce uno stipendio che è uguale, se non inferiore, a quello di un metalmeccanico.

Siamo tutti quanti precari. Precario è il futuro che attende noi studenti.

Precari sono tutti quei lavoratori sottoposti ogni giorno allo sfruttamento che deriva da contratti atipici, che non contemplano nessun diritto per i lavoratori.Precari sono anche quei lavoratori, che pur avendo un contratto a tempo indeterminato, perderanno da un giorno all´altro il lavoro per ripagare qualche speculazione finanziaria mal riuscita della loro azienda. Precario è il nostro presente ed il nostro futuro.

E tutti insieme dobbiamo dire no alla precarizzazione della nostra vita e alla distruzione del sistema di tutele e diritti sociali e rivendicare con forza la cancellazione delle forme contrattuali atipiche. In un Paese in cui si muore di scuola e di lavoro, non possiamo non protestare contro i tagli alla spesa pubblica, a partire dal mondo della scuola e dell´università con la legge 133.

Rivolgiamo quindi un appello a tutti i lavoratori perché si costruiscano fin da ora incontri di discussione comune sulle ragioni e le prospettive delle nostre lotte. Un´unità che, a partire dal corteo del 12 dicembre, superi le divisioni tra le strutture sindacali, lasciando da parte vecchie diatribe e divisioni e individuando obiettivi comuni che possano costituire un filo rosso tra le nostre lotte.

Solo in questo modo riusciremo a vincere, lottando insieme per una causa comune.

RETE DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI - ROMA

Fonte

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