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(1 Settembre 2011) Enzo Apicella

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(L'unico straniero è il capitalismo)

Quando gli immigrati che votano non vanno bene al PD

Sulle votazioni primarie a Suzzare per i candidati sindaco

(20 Dicembre 2008)

Succede a Suzzara che il PD chiama a raccolta il popolo democratico per scegliere il futuro candidato sindaco del più numeroso comune del mantovano che, fino a quando c'era il PCI, vantava un monocolore di buongoverno col 70% dei consensi, poi passati, ma in misura progressivamente minore, ai DS, poi all'Ulivo e oggi al PD (52% per ex ds, margherita, socialisti e sd insieme).

La sindaca uscente non può più ricandidarsi, non può farlo nemmeno il marito, perchè vice presidente della Provincia: lo fa l'ex segretaria ds oggi assessore a cultura, politiche giovanili, istruzione ecc...

Ma i conti non tornano più: la presidente del consiglio uscente, dopo dieci anni di letargo, si accorge che in fondo Suzzara, così com'è, non funziona poi tanto bene: l'IVECO licenzia 462 operai in tre settimane, l'indotto fa il resto, l'ospedale è stato privatizzato, il piano regolatore piegato alle esigenze dei costruttori immobiliari, i servizi sociali gestiti tgolti all'ente pubblico e assegnati a privati e via di questo passo. Meglio tardi che mai. Con l'appoggio di SD, PRC e delusi si candida, ma senza troppe speranze.

C'è il fascino dell'imprevisto: il PD, mesi prima aveva eletto il segretario cittadino. I DS non ci sono più e bisogna fare i conti con chi è arrivato da poco e nemmeno è democristiano.

Wainer Melli, insegnante, dirigente scolastico, un passato da assessore alla cultura del Pci, referente delle associazioni di immigrati per cui fa alfabetizzazione e immigrazione, di inseganti ed educatori del territorio, di operai interinali poco scolarizzati, giunti dal sud Italia per la promessa tradita di 900 euro mensili fatta dalla FIAT IVECO a cui Wainer parla di mutualità e solidarietà, pure si candida.

Alle primarie di ieri vanno a votare per lui in tanti: oltre 700 residenti italiani e ... altrettanti immigrati regolari.

Il regolamento lo permette, così come per i sedicenni che però non rispondono allo stesso modo.

Votano tutti il preside, quello che salutano ogni mattina davanti alla scuola, che parla dei loro figli, che li esorta ad associarsi, a venire a scuola, a costruire e partecipare, a sapere.

Non sia mai! Grida la candidata sconfitta, la sindaca mancata che parte dei DS avrebbero voluto per continuare la tradizione, abbandonando stizzita il seggio a risultato proclamato: è voto di scambio! Gli indiani erano troppi, arrivavano in gruppo, coi connazionali che sapevano l'italiano e gli dicevano per chi votare!

Peccato non abbiano scelto lei, forse manco la conoscevano, il preside invece....

Una simile sortita dovrebbe essere tacciata al grido di vergogna! Sono immigrati, quindi stolti, se non c'era il mediatore non sapevano cosa stavano lì a fare! Non era meglio che restassero a casa? il ricorso inoltrato dalla candidata ai controllori del seggio, ha proprio questo tenore.

Non sono la sola a pensare che proprio lei, la sindaca mancata, dovrebbe vergognarsi mentre rammenta il suo passato da FGCI al crepuscolo e andare a scusarsi con gli stranieri che ha insultato, sostenendo che hanno agito per un voto di scambio.

Ma scambio con che? Nemmeno potranno votare davvero, a giugno, vivono del loro lavoro, fatto di 12 ore consecutive in campagna o in fabbrica, non hanno mai chiesto nulla (a differenza di molti indigeni) ma, evidentemente, avere accettato l'invito di scegliersi liberamente il sindaco della città in cui vivono e dove pagano tasse e contributi che servono anche a mantenere il comune, ha dato fastidio.

E' stato un errore "elargire" loro quei diritti, che sarebbero, per contro, esigibil da tutti, nel nostro paese alla deriva, anche nella ex rossa Suzzara...

Quelle risorse umane e culturali che per il PD sono gli stranieri, diventano, a Suzzara, in una notte, poveri stolti, insieme a tutti i bei propositi che buona parte di quel partito, aveva sbandierato e un po' ancora sbandiera in campagna elettorale, evidentemente senza crederci molto e forse per adempiere al rito d'immagine che può celare tutt' altro.

L'imprevisto tuttavia mitiga l'amarezza e infonde la speranza: Melli non può considerarsi "organico" a quella concezione, anche se assai abile nel comprenderla.

Io spero che Wainer Melli diventi sindaco: apra le porte del consiglio comunale ai consiglieri immigrati, affronti a viso aperto la dirigenza IVECO che fa da padrona a Suzzara, organizzi la politica scolastica e dei servizi, riprenda quel filo rosso della partecipazione che aveva reso il Comune mantovano esempio positivo, prima che le mani sulla città lo strozzassero di asfalto e infrastrutture "riformiste".

Come tutti sanno non ho niente da spartire con PD e DS, stavolta tuttavia si può cambiare grazie a questa opportunità fuori dal coro.

Nemmeno ho niente da difendere ad oltranza, come mi è stato imputato dai sostenitori della candidata sconfitta: conosco e stimo Melli da tanto tempo e l'immediata apertura che ha fatto all'altra candidata sconfitta, che a sua volta ha dimostrato intelligenza e sensibilità immediata, fa risaltare la sua apertura politica ed umana.

Insieme e con altri, potranno far si che Suzzara torni ad essere quella società solidale, del lavoro, della partecipazione e della mutualità che, ormai zeppa di rondò e collegamenti viari, si dedichi finalmente a servizi sociali pubblici, alle pesone e ai diritti di tutti, discuta e si confronti in municipio e non nelle stanze delle abitazioni private.

Dalla sindaca mancata mi aspetterei solamente le scuse verso gli immigrati insultati ... difficilmente arriveranno! Pazienza, essi sapranno tenerne conto nel percorso verso l'autonomia e l'emancipazione dallo sfruttamento economico e sottoculturale imposto anche ed attravreso la nostra piccola realtà provinciale.

monica perugini
proletari@ - comunicazione militante

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