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(20 Agosto 2013) Enzo Apciella

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Il racket di Stato contro i migranti

(14 Gennaio 2009)

Considerando la fragilità sociale degli immigrati in attesa di un permesso di soggiorno; tenendo conto della paura di venire rispediti nel proprio Paese, a vivere una condizione spesso di profonda miseria o di guerra; il pagamento per il permesso di soggiorno agli immigrati, previsto nel DDL anticrisi, appare più che una tassa un "pizzo".
Le condizioni sociali e personali spesso precarie degli immigrati, oltre che l'etichetta di delinquenti che è stata loro appiccicata addosso, permettono di "estorcere" soldi con la promessa di "proteggere" la loro residenza italiana.

L'emendamento, che era stato prima introdotto del DDL e poi eliminato, è stato ora confermato (pare) definitivamente dal ministro Maroni, con la differenza che non è stato definito l'importo del "pizzo". Potrebbe essere di 10 euro come di 400 euro. Da sborsare per ogni rinnovo del permesso di soggiorno.
Dopo i vari provvedimenti sulla sicurezza, dopo i provvedimenti sul ricongiungimento familiare (con i quali si prevede tra l'altro il test del DNA a carico dell'immigrato), questo provvedimento risulta essere l'ennesimo, provocatorio, inutile ed insensato provvedimento contro i migranti. Anche perchè gli immigrati extracomunitari pagano già per il permesso di soggiorno: 14,62 euro di contrassegno telematico sul modulo di richiesta ed altri 30 euro da pagare al momento della spedizione dell’assicurata. Ma, se si richiede un permesso di soggiorno per più di 90 giorni bisogna pagare anche un bollettino prestampato di 27,50 euro per il costo del permesso elettronico. Per una spesa totale già prevista per il permesso di soggiorno pari ad euro 72,12. Per un permesso che sarà consegnato a chi ne fa richiesta in prossimità delle sua scadenza, se non quando è già scaduto. Senza contare che in caso di lavoro a tempo determinato (la stragrande maggioranza dei casi), il permesso di soggiorno deve essere rinnovato più di una volta all'anno. Riflettere al costo per una famiglia di quattro persone che ogni sei mesi devono rinnovare il permesso di soggiorno, fa capire con quale accanimento la Lega Nord si scagli contro gli immigrati. Ai quali è di fatto applicata una gabella punitiva per essersi permessi il "lusso" di venire a cercare lavoro in Italia.

Ho provato a ragionare sulle considerazioni che possano essere state adottate dalla Lega per partorire questo odioso emendamento. Non sono riuscito a spiegarmelo. Se non con la solita ansia leghista della ricerca del nemico comune, sul quale scaraventare le paure. Questo emendamento, come quello sempre leghista di obbligare gli extracomunitari che richiedono l'apertura di una partita Iva ad una fideiussione bancaria di 10mila euro: non risolvono il problema dello sbarco di migranti sulle coste italiane; non incentivano l'integrazione; non migliorano le condizioni sociali di alcuno; non combattono il lavoro nero.
Questi emendamenti, come altri in passato targati Lega Nord, altro non sono che la trasposizione sulla vita reale di tante persone, dei deliri politici di questa destra xenofoba, autoritaria ed autarchica. Il riflesso sul sociale di un governo becero ed ignorante.

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