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Parlamento europeo, Gaza: cessate il fuoco immediato e fine dell'assedio

(16 Gennaio 2009)

Cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza, fine dell’assedio che “rappresenta una punizione collettiva contraria al diritto umanitario internazionale”, riapertura di tutti i valichi per il passaggio di persone e merci da e per la Striscia e la riconferma della scelta di non procedere al voto per il potenziamento delle relazioni tra UE e Israele: sono questi i punti principali della risoluzione comune approvata oggi all’unanimità dalla plenaria del Parlamento Europeo.

Da diverse fonti si hanno notizie di Hamas che sarebbe pronto ad accettare la tregua ma Israele continua la sua aggressione: mentre i Parlamentari votavano per la risoluzione in cui si esprime ''sgomento dinanzi alle sofferenze della popolazione civile di Gaza'' condannando ''con forza'' il fatto che ''siano stati colpiti obiettivi civili e delle Nazioni Unite'', il quartier generale dell’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi a Gaza city è stato colpito dalle bombe israeliane, che sono cadute anche su ospedali e centri della Mezzaluna Rossa Palestinese.

Il Parlamento Europeo chiede dunque con forza ad Israele di rispettare gli obblighi internazionali e il diritto umanitario, di garantire ‘corridoi’ per l’accesso degli aiuti alla popolazione civile e di consentire alla stampa di seguire gli eventi che avvengono dentro la Striscia. La risoluzione chiede anche ad Hamas di fermare il lancio di razzi sulla popolazione civile nel sud di Israele e di lavorare per l’unità politica e territoriale palestinese.

E’ vergognoso che i gruppi PPE e UEN -per altro non seguiti da molti loro MEPs- abbiano chiesto un voto separato sul blocco di Gaza e sulla violazione da parte di Israele dei diritti umani: gli oltre 1000 morti e più di 4000 feriti a Gaza sono una tragedia e un crimine che non ammettono distinguo.

Noi aderiamo e sosteniamo invece l’appello di molte ONG Internazionali ed europee, di Premi Nobel per la Pace e di gran parte della società civile mobilitata in questi giorni per la pace, affinché Israele risponda davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dei crimini di guerra commessi contro i civili di Gaza -come richiesto anche dalla Commissione Diritti umani delle Nazioni Unite- e che un Tribunale internazionale verifichi anche se armi non convenzionali siano state usate dall’esercito israeliano nella Striscia.

Strasburgo, 15 gennaio 2009

Luisa Morgantini

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