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Vertice anti crisi a Bologna: la posizione della rdb/cub

Subito una legge regionale per il reddito sociale minimo e blocco dei licenziamenti nelle imprese private e negli enti pubblici.

(21 Gennaio 2009)

La RdB/CUB intervenuta al vertice tra istituzioni, associazioni di categoria, sindacati e aziende partecipate organizzato a Palazzo D'Accursio da Comune, Provincia e Regione.

La RdB/CUB ha sottolineato la necessità di comprendere che ogni possibile misura di contrasto della crisi deve partire da una corretta visione delle sue cause che non sono semplicemente di crisi finanziaria causata da “sprovveduti” speculatori: si tratta di una crisi del sistema produttivo causata dalle feroci ricette liberiste degli ultimi 20 anni basate su riduzione constante dei salari, precarizzazione, esternalizzazioni, delocalizzazioni e ovviamente finanziarizzazione dell’economia.

Sono appunto le false e feroci soluzioni alla crisi produttiva che hanno causato l’iniqua redistribuzione della ricchezza a favore delle imprese ed a scapito dei salari e della stabilità di reddito per le fasce popolari, questa è la base per leggere la cosidetta “crisi di domanda” dell’attuale fase economica anche nel nostro paese e nel nostro territorio.

Se il problema è la redistribuzione della ricchezza, la soluzione è che l’intervento delle istituzioni e del pubblico non sia più orientato a foraggiare ulteriormente le imprese ed i gruppi finanziari ma che piuttosto si recuperi il tempo, colpevolmente perso dalla Giunta regionale nelle ultime due legislature, per varare una legge che istituisca il reddito sociale minimo: uno strumento per armonizzare ed incrementare gli interventi diretti a garantire accesso ai servizi e integrazione al reddito per le fasce popolari colpite dalla crisi e dai processi di precarizzazione. Uno strumento regionale che non sia subordinato ai tempi biblici di una riforma degli ammortizzatori sociali, sempre annunciata e mai predisposta da tutti gli ultimi governi di centro sinistra e di destra.

Nell’immediato è necessario il blocco dei licenziamenti (intesi in senso ampio del termine, comprendendo atipici e lavoratori a termine), la proroga dei trattamenti di cassa integrazione e mobilità in corso, l’estensione a precari e disoccupati delle riduzioni nelle tariffe per nidi e scolastico.

Per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti questo non può riguardare solo le aziende private ma riguarda direttamente le stesse istituzioni promotrici dell’incontro di oggi che devono bloccare i propri licenziamenti in corso dei precari e atipici del Comune e della Provincia.

Nel merito del recente accordo tra cgil-cisl-uil e Comune sull’autocertificazione ISEE per accedere alle riduzioni delle tariffe comunali, la RdB/CUB ritiene “impresentabile” il fatto che tali certificazioni siano state date in monopolio esclusivo ai CAF dei sindacati firmatari: non è un esempio di servizio pubblico ai cittadini.

Bologna 20.01.2009

p. RdB/CUB Bologna
Luigi Marinelli

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