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(15 Novembre 2010) Enzo Apicella
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Anche a Massa la polizia riempie di botte gli immigrati che rivendicano i propri diritti

(1 Febbraio 2009)

Le lavoratrici ed i lavoratori di Primomaggio e dell’Associazione Thomas Sankara esprimono la propria solidarietà agli immigrati che nella giornata di lunedì sono stati caricati dalla polizia, rei di aver protestato per le vie di Massa, chiedendo risposte dalle istituzioni, dopo che per mesi sono stati rinchiusi presso la Croce Rossa alla Partaccia a seguito del trasferimento da Lampedusa dovuto al collasso del Centro di Prima Accoglienza dell’isola.
Sono di questi giorni, tra l’altro, le notizie delle manifestazioni di protesta degli immigrati contro il sovraffollamento del CPA di Lampedusa che contiene oltre 1300 persone a fronte di una capienza di 800.

Gli immigrati rivendicano i propri diritti e la polizia li riempie di botte. Questo è il modo in cui la città di Massa, governata dalla Sinistra Arcobaleno, accoglie gli immigrati? Le istituzioni, i partiti, le associazioni, le organizzazioni sindacali…, dovrebbero prendere posizione a fianco degli immigrati contro le cariche della polizia dimostrando in concreto che la città è davvero governata dalla sinistra.
Questo non è avvenuto e probabilmente non avverrà. Ma in fondo non c’è da stupirsi perché i lager-CPA da cui provengono gli immigrati sono l’evoluzione dei lager-CPT istituiti dalla legge Turco-Napolitano con l’avvallo determinante dei partiti della cosiddetta “sinistra”. Quella che governa Massa.

Gli immigrati hanno chiesto risposte e le risposte sono arrivate, sì, ma a colpi di manganello.
Un piccolo assaggio del trattamento che riceveranno in futuro: massimo sfruttamento nei posti di lavoro, estorsione di denaro per gli affitti, criminalizzazione culturale e sociale, repressione per chi osa alzare la testa.
I principali partiti politici si rincorrono sul tema della “sicurezza” indicando gli immigrati come il problema, il nemico pubblico numero uno. Ma noi sappiamo bene che la nostra insicurezza sociale non dipende dagli immigrati, ma dalle leggi che precarizzano ogni aspetto della nostra vita per garantire il profitto dei padroni e i privilegi dei potenti.

Monta ogni giorno di più in Italia e in Europa una marea razzista e xenofoba che la crisi economica internazionale potrebbe drammaticamente approfondire. La guerra tra poveri è già cominciata, alimentata ad arte dal potere attraverso i mezzi di dis-informazione.
Ogni episodio di cronaca nera e di violenza viene sistematicamente e scientificamente strumentalizzato con lo scopo di alimentare la caccia all’immigrato e di creare mostri per nascondere i veri responsabili del disagio sociale che vivono sia i lavoratori immigrati che gli italiani. Ecco come accade che i neofascisti a Guidonia o i camorristi a Ponticelli possano sobillare la parte più vigliacca di quel popolino italico sempre pronto ad obbedire ai potenti e a colpire i più deboli, istigandolo ad aggredire gli immigrati o a bruciare i campi rom con il consenso e la protezione dello Stato, ovviamente, quando non è lo Stato stesso che picchia a più non posso, a Massa o a Parma, come altrove.

Contro la deriva razzista e reazionaria c’è una sola risposta da dare: la risposta dell’unità di classe tra lavoratori immigrati e lavoratori italiani, la risposta della solidarietà sociale. Il nemico non sono gli immigrati, ma i padroni e chi li serve, in divisa o con la “penna”.

Il nemico è chi crea artificialmente le nostre paure per poi strumentalizzarle e rinchiudere anche noi nelle gabbie costruite “per difenderci”.

Massa, 29 gennaio 2009

PRIMOMAGGIO Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari, disoccupati
Associazione THOMAS SANKARA

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