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Indignazione in Argentina contro Berlusconi

Un moto di ripudio contro il premier italiano che si burla dei desaparecidos. L’Argentina chiede una spiegazione per le dichiarazioni di Berlusconi sulle vittime della dittatura

(20 Febbraio 2009)


La cancelleria argentina ha richiamato l’ambasciatore italiano, Stefano Ronca, esprimendogli la profonda preoccupazione ed il malessere del governo per le dichiarazioni attribuite al primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, che in riferimento ai detenuti -desaparecidos gettati in mare nei voli della morte della passata dittatura argentina ha dichiarato che “erano belle giornate, quando li facevano scendere dai loro aerei”.

Il diplomatico italiano si è impegnato a verificare il fatto dicendo che informerà nel più breve tempo possibile sulla situazione, mentre un moto di reazioni e proteste unisce le organizzazioni dei diritti umani, personalità, artisti, sindacati e politici nel rifiuto delle presunte dichiarazioni rappresentate come una delle battute a cui ricorre Berlusconi nei suoi discorsi.

La battuta del premier italiano ha causato stupore in Argentina, dove la passata dittatura ha causato 30 mila desaparecidos, tra essi migliaia gettati in mare, vive e drogate dai loro aguzzini nei così detti voli della morte.

Per le Madri di Plaza de Mayo, molte delle quali discendenti da italiani, l’atteggiamento di Berlusconi è un affronto che le colpisce doppiamente. Tre delle fondatrici, Azucena Villaflor, Esther Ballestrino de Careaga e Mary Bianco de Ponce furono sequestrate nel dicembre del 1977, portate nella Scuola di Meccanica dell’Esercito (ESMA) e dopo gettate ancora vive in mare.

I loro cadaveri giunsero sulle coste nel Sud della provincia di Buenos Aires e furono identificati più di vent’anni dopo, diventando un simbolo di quegli anni di orrore e tra le maggiori accusatrici degli aguzzini della ESMA (Escuela de Mecánica de la Armada era la scuola per la formazione degli ufficiali della marina argentina di HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Buenos_Aires" \o "Buenos Aires" Buenos Aires ndt)
Il fatto che il primo ministro italiano si faccia burla di una tragedia umanitaria di tali dimensioni, oltraggia i loro familiari, ferisce la memoria dei desaparecidos della dittatura, e offende la comunità italiana in Argentina come evidenziato in uno dei loro comunicati. Le madri fanno un appello alla solidarietà del resto del mondo per una protesta contro Berlusconi.

La presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, a cui un mezzo d’informazione italiano ha mandato copia delle parole di Berlusconi durante la campagna elettorale a Cagliari, capoluogo della Sardegna, ha detto che il primo ministro ha offeso il popolo argentino ricordando che i governi precedenti e la giustizia italiana sono stati molto solidali con la tragedia argentina, annunciando pubblicamente una dimostrazione davanti alla Segreteria dei Diritti Umani, e alla Cancelleria e all’Ambasciata italiana in Argentina.

Da parte sua Hebe de Bonafini dell’Associazione delle Madri di Plaza de Mayo ha definito Berlusconi come un personaggio sinistro paragonandolo ai dittatori Massera e Jorge Rafel Videla.

Ciò accade nello stesso momento nel quale la giustizia italiana medita di richiedere nuovamente l’estradizione del capo del Marina, contrammiraglio Emilio Massera, giudicato da un medico del suo paese mentalmente in grado di affrontare un processo.

Come Berlusconi, Massera faceva parte della tristemente nota Loggia Propaganda Due (P2) guidata da Licio Gelli, con forti legami con la Alianza Anticomunista Argentina (Tripla A) e con la dittatura militare. Fu proprio il parlamento italiano che decise lo scioglimento della P2, dopo avere comprovato gravissimi fatti di corruzione, crimini e mafia, fino a raggiungere il Vaticano.

È utile ricordare che le battute del premier italiano hanno sconcertato vari paesi producendo contrasti diplomatici.

In una delle sue ultime battute ha definito “abbronzato” Barack Obama, interpretato negli Stati Uniti come un insulto razzista.

Intanto questa sera ci sarà una riunione degli organismi dei Diritti Umani con la Presidente Cristina Fernández de Kirchner in cui si parlerà dello sviluppo e del ritardo dei processi, durante la quale sarà proposto un Piano Nazionale di Lotta Contro l’impunità, con tutti i settori coinvolti, per gettare delle basi comuni di lavoro.

Tra queste figurano le indagini sugli accordi intercorsi all’epoca tra i tre poteri dello Stato attraverso un piano sistematico per commettere crimini contro l’umanità, allo scopo di sviluppare un progetto politico economico a cui partecipò tutta la catena di comando delle forze armate della passata dittatura.

Tra le misure urgenti c’è la partecipazione attiva del Consiglio della Magistratura e della Giuria del Procedimento nei processi di sanzione e giudizio politico contro i magistrati che non rispettano le scadenze o rallentano i processi.

Buenos Aires, 18 febbraio.

Stella Calloni Corrispondente del quotidiano “La Jornada” (México)

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