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    La Flai aderisce nei fatti all’accordo separato, la Cgil che pensa?

    (4 Marzo 2009)

    Come si temeva, l’assenza di una linea contrattuale comune nella Cgil sta portando a comportamenti opposti nella stessa organizzazione. Mentre la Fiom ribadisce che non applicherà l’accordo separato sul sistema contrattuale e conferma la “pregiudiziale” democratica sull’obbligo di referendum tra i lavoratori, altre categorie stanno nei fatti aderendo all’intesa di gennaio. La Flai-Cgil ha concordato con Cisl e Uil una piattaforma unitaria che rappresenta la sostanziale accettazione dell’accordo che la Cgil non ha firmato. Infatti:

    1. L’aumento di 173 euro viene distribuito su 3 anni.

    2. Si decide di passare immediatamente al nuovo triennio normativo, saltando la scadenza formalmente prevista del rinnovo del biennio salariale.

    3. Si rivendica l’estensione dell’attività degli enti bilaterali in particolare a integrazione del reddito e sulla sanità, in piena coerenza con uno dei punti più contestati dell’accordo separato.

    4. Si concorda di adeguare le normative sulla contrattazione aziendale al nuovo sistema, nonché alla detassazione dei premi. Così si apre la via alla limitazione delle materie della contrattazione aziendale, alle relative sanzioni verso i comportamenti difformi e al salario totalmente flessibile.

    5. Nulla si dice del clausola di deroga nell’applicazione dei contratti nazionali a livello aziendale e territoriale. Questa clausola è stata sottoscritta da Cisl e Uil, la Confindustria la esigerà, la piattaforma semplicemente non ne parla.

    Non c’è il referendum né sulla piattaforma, né sull’accordo, né tantomeno c’è il ricorso ai lavoratori in caso di opinioni diverse tra i sindacati. Tutte le decisioni verranno prese in un’assemblea nazionale a composizione paritetica tra le tre organizzazioni sindacali, dove la Cgil sarà comunque in minoranza.

    In questi giorni la Cgil sta effettuando il suo referendum sull’accordo separato. Gli alimentaristi si troveranno di fronte a una piattaforma che recepisce quell’accordo separato nello stesso momento in cui la Cgil chiede loro di bocciarlo.

    I casi sono due: o la confederazione è d’accordo con la Flai, e allora siamo di fronte a scelte prive di qualsiasi coerenza, oppure la Flai ha deciso in contrasto con la segreteria confederale e allora siamo alla crisi dell’unità contrattuale della confederazione. In entrambi i casi è giunto il momento di fare chiarezza con un congresso, perché così la Cgil non va da nessuna parte.

    Roma, 3 marzo 2009

    Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale

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