il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Auguri

Auguri

(8 Aprile 2012) Enzo Apicella
Nonostante la crisi il governo Monti ha deciso di procedere all'acquisto di 90 F35

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

APPUNTAMENTI
(Capitale e lavoro)

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

Lavoro atipico in Italia

(12 Aprile 2003)

Co.co.co., interinali, associati in partecipazione, collaboratori occasionali e via precarizzando: quanti sono gli atipici in Italia?

Il terzo rapporto dell'Ires parla di una crescita del lavoro "frammentato" nel nostro paese, anche se a ritmi meno impetuosi rispetto agli anni passati.
E, non va dimenticato, da poco più di un mese il governo ha approvato la legge 30 (delega 848b), che dà il via a una miriade di contratti precari, e che dunque rischia di trasformare definitivamente l'atipico in tipico nei prossimi anni.

I co.co.co. sono stati quantificati in quasi 2 milioni e quattrocentomila, ovvero l'11% del complesso degli occupati.
E se nell'anno 1996-97 sono cresciuti del 30%, nel triennio 1997-2000 sono aumentati in media del 13%, mentre nel 2001-02 si è registrata una crescita dell'11,5%.
La maggior parte dei co.co.co. non sta sotto i 30 anni, ma tra i 30 e i 39 anni, dove si concentra quasi un terzo dei collaboratori.
E, dato che parla più di tutti, ben il 91,1% del totale dei co.co.co. ha un solo datore di lavoro, il che vuol dire che la gran parte dei collaboratori non sono per nulla autonomi, ma piuttosto catalogabili come "dipendenti mascherati".
Circa 1 milione e 300 mila lavoratori, dunque oltre la metà, è nelle fasce basse di reddito: non guadagna più di 7500 euro annui, il reddito medio è di 11.590 euro lordi, e le donne guadagnano in media la metà degli uomini.

Gli interinali non si possono quantificare come i co.co.co., i dati si possono reperire in base alle "missioni" (periodi di lavoro effettuati): si parla di 74 mila posizioni lavorative, presenti soprattutto nel settore industriale, con forte prevalenza di lavoro maschile. Le donne vengono perlopiù scartate all'atto della selezione (sono il 45% dell'utenza, ma solo il 38% di loro effettua le missioni).
Ben il 73% delle filiali delle agenzie di lavoro interinale si trova nel nord, nel centro il 16%, nel sud l'11%.
Solo un terzo dei lavoratori interinali viene assunto al termine delle missioni (il 32%), dato inferiore agli stabilizzati dopo un contratto a tempo determinato (40%).

Centro di documentazione e lotta - Roma

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «I «numeri» della lotta dei classe»

Ultime notizie dell'autore «Centro di documentazione e lotta - Roma»

3537