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Terremoto: tecnici, sabbia marina nel cemento case crollate

(12 Aprile 2009)

Il cemento armato delle case dell'Aquila non ha retto perché non era fatto a regola d'arte. Al posto della sabbia cava conteneva quella di mare, che non costa niente ma che "oltre alle molte impurità, è piena di cloruro di sodio". E quei cloruri con il tempo si sono mangiati il ferro delle fondamenta. Lo ha dichiarato interpellato da Repubblica Paolo Clemente, ingegnere della task force Enea-protezione civile al lavoro tra le macerie dell'Aquila.

Ecco perché gli edifici di nuova costruzione dell'Aquila, cioé quelli aventi meno di trent'anni di vita, sono implosi tutti allo stesso modo. Si sono seduti sulle proprie fondamenta per poi accartocciarsi al suolo sotto il proprio peso. Addirittura, "per quello che è stato sin qui possibile vedere attraverso la ricognizione tra le macerie, il collasso dei piani bassi è stato prodotto dallo schianto dei pilastri in cemento", ha spiegato Clemente. Secondo Paolo Buzzetti, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance), "quando parliamo di sollecitazioni di grado e accelerazione pari a quelle registrate all'Aquila, il cemento armato se fatto a regola d'arte deve reggere. Non si discute". Ma "quel cemento non era di qualità", Paolo Clemente è d'accordo.

10/04/2009

www.rassegna.it

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