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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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Poste SpA: "Progetto Recapito": fine del recapito?

(21 Aprile 2003)

Poste Italiane S.p.A. sbandiera il conseguimento dell’utile dopo un cinquantennio di conti in rosso, magnificando le gesta di un management che, nel corso delle varie gestioni, ha fondato la sua strategia d’intervento su una drastica riduzione dell’occupazione, 60000 unità estromesse dall’Azienda, un vertiginoso aumento dei carichi individuali, 30% medio d’incremento della produttività, e un’opera di dismissione ed esternalizzazione d’impianti e servizi, con dolorosi processi di mobilità che hanno già investito decine di migliaia di lavoratori, ed altre migliaia previste nei prossimi mesi.
Una gigantesca operazione di estorsione di quote di produttività finalizzate in larga parte a finanziare una miriade di società esterne coinvolte “nell’affare poste” e in prospettiva interessate all’acquisizione di quote di partecipazione azionarie.

I vertici aziendali dichiarano conclusa la fase del risanamento e propongono un presunto piano di sviluppo collegandolo alla nuova fase della privatizzazione con la definitiva collocazione sul mercato delle azioni, prevista nel II semestre 2004.

Emblematica della concezione aziendale dello sviluppo il piano proposto per il recapito e i relativi progetti: mentre si afferma di voler valorizzare ruolo e funzione del recapito, si prosegue nella cessione indiscriminata di milioni di raccomandate a soggetti esterni all’azienda; mentre si dichiara di voler lavorare all’integrazione del portalettere nei più generali processi aziendali facendone una sorta di “consulente di strada”, si procede alla stipula di accordi per l’impiego dei portalettere in attività di facchinaggio ( Accordi Pagine Utili e Gialle) e distribuzione di pubblicità ( Accordo sul progetto “door to door” in via di attuazione); mentre si dichiara di voler realizzare un sistema salariale che premia la produttività, si implementa la remunerazione “a cottimo” e “a pezzo” tipico dei lavori a nero, esclusa dai benefici previdenziali quali il TFR.

IL “PROGETTO” RECAPITO HA PRECISE FINALITA’: INTRODUZIONE DI NUOVA FLESSIBILITA’ ORGANIZZATIVA E INDISCRIMINATA FUNGIBILITA’ D’IMPIEGO

- Determinazione dei punteggi delle zone in una fascia tra i 340 e 380 punti, ossia, ai limiti e oltre le sei ore lavorative;
- Estensione delle “areole” a sei zone, fine del concetto di titolarità con possibile applicazione del portalettere in areole diverse;
- Obbligo dell’abbinamento per tre sostituzioni intere al mese;
- Obiettivo del “tavolo pulito” con flessibilizzazione della prestazione tra le 5-7 ore;
- Penalizzazione retributiva per le assenze, vedi malattie, considerate assenteismo;
- Utilizzo del portalettere in iniziative commerciali: consegne floreali, lettura utenze, vendita prodotti pt, messo notificatore, ecc.

l’affermazione di un simile progetto annulla il recapito come servizio pubblico, consegnando decine di migliaia di lavoratori nelle mani di una concezione mercantile priva di funzioni certe e di credibili prospettive occupazionali.

I DELEGATI RSU DEL SINDACALISMO DI BASE LANCIANO UN APPELLO A TUTTE LE RSU/RSA, ALLE STRUTTURE SINDACALI, AI LAVORATORI PER LA COSTRUZIONE DI UNA ASSEMBLEA NAZIONALE DEL RECAPITO DA TENERSI NELLA PRIMA META’ DI MAGGIO.

Per contatti e adesioni:
33989914006-3477602660-3477278861- 3392879545 - 3385449446
Fax 055494858-067628233-0270602490
@mail: cobasptf@tin.it
Siti web: http://www.cobaspt.org - http://www.cobaspostefi.too.it

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