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Comitato di settore poste SLC CGIL

documento finale della riunione del 10-11 aprile del Sindacato Lavoratori Comunicazione

(21 Aprile 2003)

Il Comitato di settore poste si è riunito a Roma nei gg. 10 e 11 Aprile 2003, per discutere le problematiche riguardanti l’intero settore, alla luce delle valutazioni presentate nella relazione di Donatella Perazzi a nome della Segreteria Nazionale, riguardanti in particolare l’esito dell’incontro del giorno 8 Aprile con l’Amministratore Delegato di Poste Italiane S.p.A.

Dopo ampio ed approfondito dibattito il Comitato di Settore, considera le valutazioni di forte preoccupazioni già espresse dal settore nella riunione del 20 Febbraio c.a. aggravate dall’esito di detto incontro.

In modo particolare, ritiene gravissimo l’atteggiamento assunto dai massimi vertici dell’Azienda e dall’Azionista, sui seguenti punti:

1. BILANCIO 2002 e RISANAMENTO AZIENDALE

Nel mentre si conferma il raggiungimento dell’obiettivo di risanamento, riconoscendo il grande merito dei lavoratori, si disconosce agli stessi il diritto al giusto riconoscimento attraverso il rinnovo del contratto di lavoro in tempi brevi e nei termini della piattaforma presentata unitariamente delle OO.SS. approvata a larghissima maggioranza dagli stessi.

2. PIANO D’IMPRESA/2003-2005

Le dichiarazioni dell’A.D. su questo punto risultano, se possibile, ancora più gravi e preoccupanti infatti, mentre da una parte si conferma non esistere ancora un Piano d’Impresa condiviso dall’Azionista ed approvato dal Consiglio d’Amministrazione, si afferma nel frattempo, non essere questo elemento indispensabile nei processi futuri dell’Azienda.

Quanto affermato è quanto meno non credibile, in quanto è evidente che senza un Piano di Sviluppo che indichi con chiarezza gli obiettivi per il futuro non solo di Poste Italiane S.p.A. ma dell’intero Gruppo Poste, il procedere per budget annuali, più o meno credibili o raggiungibili, permetterà forse, di arrivare al 2004 con la possibilità di privatizzare alcuni pezzi del Gruppo e quindi di fare cassa per il Governo/Azionista, privando però il Paese di una forte infrastruttura a rete che garantisca il servizio universale e più in generale un’importante supporto per la struttura produttiva dello stesso.

Inoltre, cosa assolutamente prioritaria per il Sindacato, mettendo a repentaglio il mantenimento di livelli occupazione ed il loro possibile sviluppo.

Il Comitato di Settore denuncia inoltre l’insopportabilità di un clima e di una gestione dell’Azienda che, da una parte regredisce sempre di più sul piano della trasparenza nella gestione delle risorse umane con pesanti interferenze della politica e dall’altra non supera, anzi aggrava, una condizione intimidatoria e lesiva dei diritti dei lavoratori,

Sul piano occupazionale, il Comitato di settore denuncia:

- Forti carenze di personale, oggetto di vertenza su tutto il territorio. Carenze che oltre a ricadere pesantemente sui lavoratori, mettono fortemente a rischio la qualità dei servizi e la stessa possibilità di produrre adeguati ricavi,
- Una politica occupazionale, che attraverso una subdola cessione di pezzi di servizi ad Aziende esterne fatiscenti, ed ad Aziende del Gruppo Poste che utilizza forme di lavoro destrutturato ma anche sommerso.

Alla luce di quanto sopra, il Comitato di settore, condivide la scelta fatta unitariamente dalle Segreterie Nazionale di aprire le procedure di conflitto con Poste italiane S.p.A., procedure che vanno possibilmente allargate all’intero Gruppo Poste.

Il Comitato di settore ritiene indispensabile attivare la subito un forte campagna di informazione e coinvolgimento della categoria, portando la stessa ad un primo sciopero nazionale da tenersi in tempi brevi, facendo coincidere l’azione di lotta con una grande manifestazione a Roma.

Nel contempo, in questa lotta devono essere coinvolti i cittadini, gli enti locali e tutti quelli che hanno condiviso ed apprezzato la scelta del Sindacato e lo sforzo dei lavoratori per prendere efficiente e credibile la più Grande Azienda di questo Paese, attraverso un processo riformatore non ancora completato, finalizzato anche alla tenuta e sviluppo occupazionale della categoria.

Il Comitato di Settore condivide la scelta inerente la definizione certa sulla elezione delle RSU/RLS, nella convinzione che tali strutture siano indispensabili all’allargamento e sviluppo della democrazia nell’azienda.

Roma, 10 e 11 aprile 2003

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

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