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Angelo Vassallo

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(7 Settembre 2010) Enzo Apicella
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PRC: situazione critica ad Urbino

La segreteria provinciale impone accordo con PD

(25 Aprile 2009)

Cari compagni, care compagne,
La Federazione PRC di Pesaro e Urbino ha imposto l'accordo con il PD per le comunali di Urbino nonostante il parere contrario dellla maggioranza del Direttivo e del Circolo di questa città. Il vero motivo di questa prevaricazione è l'interesse della Federazione a far assegnare a un proprio uomo di fiducia la presidenza di Marche Multiservizi, società mista pubblico-privato (Hera) alla quale sono stati esternalizzati i principali servizi locali. Di conseguenza, invece di contestare la privatizzazione dell'acqua il PRC di Pesaro e Urbino si candida a gestirla!
Qui sotto il comunicato del Direttivo PRC e quello dei Giovani Comunisti, che denunciano il comportamento prevaricatore e antidemocratico della Federazione. In allegato il documento contrario all'accordo votato a larghissima maggioranza nell'assemblea degli iscritti di Urbino e la notizia pubblicata dai giornali locali.

Vi prego di diffondere la notizia e i materiali nelle vostre mailing list e ai vostri contatti.

Per il Direttivo PRC di Urbino, Stefano G. Azzarà

IL CIRCOLO PRC DI URBINO VOTA CONTRO L'ACCORDO CON IL PD MA LA FEDERAZIONE LO IMPONE. IN GIOCO LA POLTRONA DI MARCHE MULTISERVIZI

Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Urbino
Comunicato stampa della maggioranza del Direttivo di Circolo

Deve Rifondazione Comunista rinnovare l’alleanza con il PD alle prossime elezioni di Urbino?

Il nostro giudizio sugli ultimi 5 anni è negativo. Sia per il modello di sviluppo legato al cemento (S. Lucia), sia per la gestione dei servizi pubblici (esternalizzazioni, privatizzazioni, ricorso a SPA e cooperative, aumento delle tariffe, riduzione della spesa sociale), ci sentiamo molto distanti dal PD. Così come ne critichiamo l’incapacità di pianificazione e progettualità di fronte a una città in declino e l’arroganza di chi decide sempre da solo. I risultati ottenuti da Rifondazione sono stati insufficienti e i rapporti di forza ci dicono che non sarà possibile ottenere domani ciò che non è stato ottenuto ieri.

Certo, c’è in Rifondazione chi, come l’assessore uscente, vuole confermare l’alleanza a tutti i costi. Proprio per questo, la minoranza del partito ha chiesto ossessivamente un’assemblea degli iscritti, con l’intento di mandare a casa chi si opponeva all’accordo (“se il Direttivo non appoggia Corbucci, allora va rivisto”, dichiarava Demeli al Carlino già a febbraio). Questa assemblea si è tenuta il 28 marzo, ha avuto un’altissima partecipazione e la linea del Direttivo ha incontrato il pieno sostegno del Circolo, come hanno testimoniato i giornali. La contrarietà all’accordo con il PD è stata anzi così schiacciante che la minoranza è uscita al momento del voto, proprio per cercare di delegittimare il pronunciamento dell’assemblea.

Come se non bastasse, le trattative condotte fino all’altro giorno hanno dimostrato che con questo PD non ci sono le condizioni di una discontinuità amministrativa e di una svolta nelle politiche pubbliche. Rivendicazione del “buon governo” di questi anni. Nessun impegno preciso su come affrontare la crisi economica (esenzione dalle tariffe comunali, recupero dell’evasione fiscale), nessuna volontà di ripubblicizzare interamente ciò che è stato privatizzato. Nessuna garanzia sulla condivisione delle scelte strategiche. Inoltre, c’è la pretesa che sia il PD a scegliere l’assessore di Rifondazione approfittando della sua divisione interna, magari ponendo il veto sulle persone più autonome e scegliendo un assessore “morbido” e prono ai voleri del sindaco.

Per queste ragioni la maggioranza del Direttivo del PRC di Urbino, forte del pronunciamento assembleare, esprime ufficialmente la sua contrarietà all’accordo con il PD e la volontà che il partito presenti, possibilmente insieme al PdCI, un candidato sindaco comunista.

Qui cominciano però i guai. Lo Statuto di Rifondazione assegna alla Federazione Provinciale (che da mesi esercita fortissime pressioni) la facoltà di scavalcare il volere del Circolo nelle città capoluogo e di imporre l’accordo, affiancando il simbolo del PRC a quello del PD. E’ quello che probabilmente accadrà. Va detto chiaramente allora che si tratta di un accordo tra la Federazione Provinciale del PRC e il PD, accordo che il Circolo di Urbino non voleva, che è costretto a subire e che certo non sosterrà con entusiasmo.

Non possiamo impedire questa forzatura che passa sopra il volere degli iscritti. Possiamo però continuare a testimoniare di fronte alla città la nostra autonomia e la nostra diversità. Rimanendo al nostro posto, svolgeremo un ruolo critico nei confronti della prossima maggioranza e ne denunceremo gli errori, anche se verranno da un assessore che verrà attribuito a Rifondazione ma che nessuno di noi voleva.

Stefano G. Azzarà, Direttivo PRC Urbino, Segreteria provinciale Pesaro-Urbino
Antonella Lionetti, Comitato Politico Regionale
Donato Ovarini (legale rappresentante del Circolo PRC di Urbino)
Leonardo Pegoraro, Coordinatore GC Urbino

Comunicato dei Giovani Comunisti/e - circolo di Urbino

I Giovani Comunisti/e di Urbino, alla luce dell'accordo col PD di Urbino imposto dalla Federazione provinciale del PRC, condannano senza riserve tale sopraffazione. Si tratta infatti di una scelta gravissima a) nel merito e b) nel metodo. Per quanto riguarda il merito, considerati gli insufficienti risultati politici ottenuti finora, riteniamo l'alleanza con il PD essere non solo sbagliata su di un piano meramente tattico ma anche pericolosa per la credibilità del Partito e, di conseguenza, per la sua stessa esistenza futura. Di più: se il PRC non è riuscito ad ottenere risultati soddisfacenti condividendo esperienze di governo con i DS come potrebbe pensare che sia possibile migliorare la situazione alleandosi con il PD (un partito, questo, ancora più moderato)?Quanto al metodo, deploriamo tale imposizione dal momento che, non essendo stata riconosciuta la volontà politica del circolo, si è oggettivamente lesa la sua autonomia. Non va dimenticato infatti che sia il Direttivo del circolo di Urbino sia i suoi iscritti (in un'assemblea partecipata dall'80% dei tesserati) si sono espressi in modo esplicitamente contrario all'accordo aprioristico con il PD di questa città. Deve essere chiaro che non resteremo a braccia conserte e che ci impegneremo, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, a fare tutto il possibile per osteggiare quella minoranza del Partito che, forte dell'appoggio della Federazione provinciale, si è imposta sulla sua maggioranza. Chi non è in grado di assumere un comportamento democratico all'interno del suo Partito con quale credibilità può pensare di farlo all'esterno?

Firmato: Leonardo Pegoraro (Coordinatore GC di Urbino), Emiliano Alessandroni, Manuel Lorenzetti, Nicola Serafini, Umberto Andreani, Fabio Marcheggiani, Andrea Petrucci, Valentina Campetelli, Lorenzo Della Chiara, Sergio Gutierrez, Werner Warnots, Manuela De Gioia, Marco Natale

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