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Egitto. Per quanto ancora?

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(29 Luglio 2013) Enzo Apicella

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Cgil-Cisl-Uil di nuovo insieme contro i diritti di lavoratori e lavoratrici

Firmato il rinnovo del contratto per i dipendenti delle Regioni e degli Enti Locali

(6 Giugno 2009)

La storia si ripete, stesso il copione, anzi, pure peggio.

Come accaduto lo scorso 14 maggio 2009 in occasione della firma del contratto della sanità pubblica, CGIL-CISL e UIL hanno firmato nella notte l’ennesimo contratto miserevole, quello per i dipendenti di Regioni e degli Enti Locali (biennio economico 20082009). Anche la CGIL ha firmato, come sulla Sanità Pubblica, deludendo così le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che dei suoi iscritti, che erano stati chiamati a manifestare a Roma lo scorso 13 febbraio per chiedere “incrementi in linea con l’inflazione reale”.

Invece anche il sindacato di Epifani si è accontentato di molto meno ed è tornato a difendere l’indifendibile, abbandonando il rigore con cui aveva analizzato i contratti pubblici che non ha sottoscritto negli ultimi mesi (quelli dei ministeri e della scuola, per esempio).

Ricostituitasi quindi la Santa Alleanza di sempre, dopo la rottura seguita alla mancata firma da parte della CGIL del nuovo modello contrattuale, i sindacati confederali regalano a Brunetta e Berlusconi l’effetto annuncio (in piena campagna elettorale) di un contratto lungamente atteso e che i dipendenti degli enti locali finiranno probabilmente per “digerire”, pur tra mille mugugni e molta insoddisfazione. E’ tanta la fame di “arretrati” che anche poche centinaia di euro possono sembrare manna a ridosso delle vacanze estive. Su questo puntano i sindacati firmatari!

Buttati a mare gli scioperi dello scorso autunno-inverno, la CGIL consente alla CISL di “incassare” un risultato insperato: poter dichiarare che chi ha sbagliato in questi mesi è stata proprio la CGIL. Recita così infatti il comunicato stampa della CISL: “stiamo già lavorando, insieme alle altre organizzazioni sindacali, alle piattaforme per il rinnovo dei contratti pubblici per il prossimo triennio 2010-2012. Ciò anche a seguito della pubblicazione da parte dell’ISAE dell’elaborazione sul nuovo indicatore per il calcolo dell’inflazione (IPCA) che conferma la bontà della nostra scelta sul nuovo modello contrattuale per il pubblico impiego”.

La triade sindacale non ci ha neppure risparmiato la bufala di una piattaforma contrattuale approvata lo scorso 27 maggio (senza la minima consultazione tra i lavoratori… c’è bisogno di sottolinearlo?), a trattativa del tutto avviata e probabilmente già definita, nella quale si chiedeva (nientemeno!) che l’acquisizione del “massimo delle disponibilità per la difesa del potere d’acquisto del salario tabellare”. Della serie: quello che potete darci va comunque bene…

Infatti le cifre dell’accordo non sono purtroppo una sorpresa per i lavoratori, anzi: € 63,20 di aumento lordo mensile per la categoria C1 (€ 42 netti…) e € 55,60 per i B3 (€ 37 netti…), naturalmente solo per il 2009. Il 2008 è infatti “coperto”, secondo lorsignori, dalla Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC, la carità di Brunetta…): per i C1 “addirittura” € 7,95 lordi dal 1 aprile 2008 e € 13,24 lorde dal 1 luglio 2008 (cifre che per i B3 diventano, rispettivamente, € 7,46 e € 12,44). Il risultato economico per le tasche di lavoratori e lavoratrici si commenta da solo e non c’è neppure da sforzarsi per rispondere al comunicato unitario di CGIL-CISLUIL che parla di “accordo importante” e di “obiettivi di carattere economico e normativo significativi”.

I confederali mettono l’accento sulle ulteriori risorse che le Autonomie Locali mettono a disposizione per la contrattazione decentrata: un +1,5% (in media € 28,40 pro capite) sara' infatti a disposizione delle amministrazioni che hanno rispettato sia il Patto di Stabilita' interno tra il 2005 e il 2008, sia le regole per il contenimento della spesa del personale.

Naturalmente non tutti li hanno rispettati, così che i lavoratori di questi enti non potranno accedere agli incrementi del fondo di produttività, per cause non direttamente collegate alla loro prestazione lavorativa ma alla gestione complessiva dell’ente stesso, che è nelle mani degli organi politici e dei dirigenti. Per i dipendenti delle Autonomie Locali si tratta di una vera e propria lotteria giocata con i propri stipendi.

Si rinvia ad un successivo confronto la questione delle stabilizzazioni del personale a tempo determinato. Nel comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL si parla di “possibilità di rinnovo e di proroga dei lavoratori precari”, ma nel testo queste parole non ci sono e si dice, genericamente, “confronto e verifica con le OO.SS. al fine di valutare…le problematiche connesse a tale fenomeno ed ai processi di stabilizzazione, anche con riferimento alla scadenza dei contratti a termine”. Come al solito quando non si vuole affrontare il problema si usano formule generiche per rinviare e lasciare spazio alle più diverse interpretazioni. Sembra davvero una presa in giro, basata sull’annunciata apertura di un confronto a livello regionale e sul fatto che tutto viene comunque subordinato alla vigente legislazione nazionale e regionale (il che non è certo di buon auspicio…).

Infine CGIL-CISL-UIL cantano vittoria per l’estensione delle tipologie di assenza che non decurterebbero la produttività: i permessi retribuiti per i donatori di midollo osseo, le assenze per attività di volontariato, i permessi per l’assistenza ai disabili, i congedi parentali e i permessi per screening o prevenzione oncologica.

Innanzitutto ciò significa che restano ancora scandalosamente penalizzate le assenze dovute ad infortunio sul lavoro!!! Ma non solo.

Il testo che fa riferimento alle assenze “recuperate” non brilla per chiarezza, oltre ad essere contenuto in una “dichiarazione congiunta” (allegata al contratto e che non fa parte dell’articolato) che va ad integrare una legge dello Stato: anche in questo caso, quindi, si profilano dubbi interpretativi e possibili controversie. Sarebbe in ogni caso ben poca cosa rispetto al complessivo disegno “riformatore” del nostro ministro Brunetta, che naturalmente non viene minimamente intaccato dalla sottoscrizione di questo contratto, definita dai confederali come “conclusione di un percorso di confronto difficile”…

E se è vero che non si fa più cenno al blocco/limitazione degli scorrimenti orizzontali come ventilato nei mesi scorsi, è troppo malizioso ipotizzare che si sia evitato di introdurre per via “contrattuale” ciò che tra poco si consentirà di fare a Brunetta per via “legislativa” (il testo del suo decreto legislativo in fase di approvazione è molto chiaro…), mettendo in atto il solito teatrino delle dichiarazioni “pesanti” per fingere di contrastare ciò che nei fatti non si vuole davvero far saltare?

Ultima “perla” da segnalare di una pagina delle relazioni sindacali non certo indimenticabile è questa dichiarazione della CISL: “Per la prima volta il rinnovo arriva in vigenza di contratto e non mesi dopo la scadenza come in passato”. E noi che pensavamo che la scadenza del contratto fosse il 31 dicembre 2007…che ingenui!

Brescia, 5 giugno 2009

SdL intercategoriale Brescia

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