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La guerra nei cieli

La guerra nei cieli

(16 Agosto 2013) Enzo Apicella
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l'Europa svaporata

(8 Giugno 2009)

Mi piacerebbe capire su quali pilastri teorici poggia la convinzione del Berlusca quando parla di sconfitta della “sinistra”, quando da molti anni ne lamentiamo la scomparsa, il PD è un partito di centro estremo, e le frange dei nostalgici comunisti, trombati ieri ed esclusi dall’Europa, sono il maggior ostacolo alla costruzione di un fronte politico di classe che riunifichi salariati, disoccupati, precari, poveri.

L’unica novità emersa da queste elezioni a livello europeo è l’emergere diffusa di movimenti che nascono dai disagi che sta provocando ogni genere di immigrazione, compresa quella dall’Est europeo, dissenso che si estende anche al concetto stesso di Europa unita, con forte astensione dal voto, movimenti erroneamente etichettati come xenofobi e razzisti, furbescamente strumentalizzati dalle stesse destre economiche e politiche che, per loro tornaconto, fino a ieri hanno favorito l’ingresso di immigrati.
Le destre europee, contrarie all’Europa e alla moneta unica, dovrebbero fare un monumento all’immigrato, in quanto questo fenomeno, così sottovalutato ed incompreso da sinistra e chiese,sta scardinando l’unione europea con una efficacia che nessuna teoria politica poteva ottenere.

Qui in Italia queste elezioni non sono state utilizzate per parlare di Europa, ma hanno rappresentato solo l’occasione di un sondaggio reale, dopo le fanfaronate del Cavaliere che parlava di un imbarazzante consenso del 75%, ridotto al 35%, con solo due segni positivi, quello di Di Pietro (da me appoggiato) e della Lega Nord.

La forte astensione dal voto, il nascere di movimenti anti immigrazione, l’euroscetticismo, il rifiuto del Trattato di Shoengen, sono segnali precisi che dovrebbero avere pronta risposta.
Questa risposta non ci sarà perché alla destra conviene alimentare la crescita del rifiuto xenofobo, la sinistra non esiste e comunque in proposito parla come la Chiesa (di generica, civile accoglienza), mentre la crisi economica taglia decine di migliaia di posti di lavoro, e conviene innescare una guerra tra poveri piuttosto che indicare il sistema capitalista finanziario come responsabile sia della immigrazione selvaggia, sia della crisi.
Comunque appaiono gravi gli errori commessi da coloro (Prodi compreso) che hanno deciso la libera circolazione di tutti i cittadini europei e l’estensione a 27 paesi, prima che la UE avesse strutture decisionali democratiche, senza la palla al piede della “unanimità”, che gli consentissero di parlare con una voce sola, con un esercito integrato, con una politica estera che sancisse l’indipendenza europea dagli Usa, con relativa chiusura di basi militari e Nato.

8 giugno 2009

Paolo De Gregorio

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