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Déjà vu

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(13 Ottobre 2011) Enzo Apicella
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(Iran. Il prossimo obiettivo della guerra imperialista?")

La guerra preventiva degli USA con l'Iran

(21 Giugno 2009)

Gli Usa escono allo scoperto per spalleggiare apertamente il golpe "populista" del loro quisling Mausavi che, appena iniziato lo spoglio, si era proclamato subito immediatamente vincitore per dare il via alla grande eversione antidemocratica di questi giorni. Non ci sono dubbi sulla vittoria di Ahmaninejad come ben sanno gli stessi americani che avevano monitorato le elezioni con ben due sondaggi di pubblico dominio. Ma tutto era stato preparato minuziosamente per dare vita ad una "rivoluzione colorata" come le tante che abbiamo visto e che sono state dimenticate presto dalla opinione pubblica occidentale sempre pronta a difendere libertà e democrazia dei cattivi di turno o trattati come tali dagli Usa. Ieri il Congresso americano, dopo avere stanziato altre centoseimiliardi di dollari per le guerre con l'Iraq e l'Afghanistan ha espresso simpatie per la "rivoluzione"iraniana ed oggi Obama-Bush che fino all'altro ieri si dichiarava indifferente e pudicamente guardava da un'altra parte ricordando che per lui Mousavi equivaleva ad Ahmaninejad oggi minaccia lo Stato iraniano dicendo di stare attento perchè gli occhi del mondo sono tutti fissati su di lui. Questa uscita di aperto appoggio smaschera la natura di sovversismo e di tradimento della patria del movimento "verde" ma dimostra anche la difficoltà a fare come in Ucraina, in Georgia, in Bielorussia ed altrove...

Gli Usa sono in guerra preventiva con tutto il mondo. La loro pax è fatta di distruzioni, montagne e montagne di cadaveri, bombardamenti, occupazioni militari, asservimento colonialistico, inquinamento, distruzione dei beni archeologici e della storia dell'umanità. Ma anche di "rivoluzioni colorate". Le uniche nazioni che "rispettano" sono quelle che hanno affidato dopo l'intervento degli squadroni della morte ad incalliti criminali, a regimi militari come quello colombiano che tiene in galera diecine di migliaia di contadini dopo averli depredati delle loro terre assegnate alle loro multinazionali. Il pianeta è stretto in una rete di basi militari usa che hanno lo scopo di controllare innanzitutto la nazione dove sono collocate. In Italia le basi militari ed i depositi nucleari USA servono innanzitutto a controllare la fedeltà del nostro Paese. L'Iran (lo chiamerei volentieri Persia) non minaccia nessuno ed è minacciato da vicino da una israele dotata di oltre mille testate nucleari e di un esercito tra i più potenti del mondo.

L'Iran è in pericolo come lo sono la Russia, la Cina, l'India e tutti i paese che non sono stati marchiati dalla presenza di una base militare Usa. Ma forse questa ennesima ciambella al signor Obama- Bush terzo non riuscirà con il buco.

vedi: http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7771

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