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(Ora e sempre Resistenza)

La battaglia di Malga Zonta

(12 Maggio 2003)

Il "fatto" di Malga Zonta è l'episodio più famoso della resistenza nel vicentino e nel Veneto.

Il 12 Agosto 1944 a Malga Zonta, sull'altopiano di Folgaria, nei pressi del confine con la provincia di Vicenza (all'epoca era confine di stato), vi trovarono la morte in combattimento, o fucilati dopo la cattura, quindici partigiani e tre civili (malgari, coinvolti involontariamente nello scontro) e diversi soldati tedeschi.

I comandanti dei reparti partigiani che stazionavano nella zona di Posina, (l'Altopiano di Folgaria era interno alla cosidetta "zona franca di Posina") avendo sentore dell'imminente rastrellamento, ordinarono ai partigiani stazionati nella zona di abbandonare paesi, contrade e malghe per rifugiarsi nei boschi.

La notte dell'11 agosto pioveva e faceva freddo, perciò il gruppo stabilito a malga Zonta decise di rientrare nell'edificio , situato vicino alla strada militare che da passo Coe scende in val Posina per Campoluzzo. I tedeschi arrivarono al buio e in silenzio, circondando la malga; furono notati dalle sentinelle quando era troppo tardi per aprirsi un varco e ritirarsi.

Il "Marinaio" decise di trincerarsi nella malga con i suoi rifiutando la resa. si sviluppò una battaglia durata molte ore, in cui caddero diversi assedianti; i partigiani riuscirono perfino a catturare alcuni ufficiali tedeschi che si erano avvicinati troppo; il Marinaio decise di lasciarli andare dopo averli disarmati. La battaglia si concluse dopo che i partigiani esaurirono le munizioni; i tedeschi allinearono davanti alla porcilaia i prigionieri fatti nella malga.

Il distaccamento del Battaglione Ismene (che in seguito diventò Brigata) mostrò dignità davanti ai fucilatori, al punto che, dopo l'esecuzione, i tedeschi resero onore alle armi; gli ultimi istanti sono documentati da due famose fotografie scattate da un soldato tedesco.

Da dire che le versioni su questo episodio furono più d'una, non tanto sulla dinamica dell'agguato nazista, quanto sulla possibilità di intervento di altri distaccamenti che stazionavano in zona in difesa del gruppo del "Marinaio" avvisati da staffette di quello che stava accadendo . Varie versioni si trovano, anche sulle ultime parole pronunciate dal "Marinaio" prima di essere fucilato, la motivazione della medaglia d'oro, parla di un ...."prima di morire lanciava in faccia ai carnefici il grido Viva l'Italia" ,e altre fonti, meno istituzionali che parlano di "Guerra alla guerra".

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