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Porto Cervo, il Billionarie e la crisi italiana

(31 Luglio 2009)

Le ragioni della crisi della coesione italiana, del venire meno sempre più velocemente delle ragioni dello stare insieme in questa Penisola, con questo Governo e con queste Regioni non derivano soltanto dai veleni che i leghisti (ma non solo loro) diffondono sviluppando un loro preciso programma xenofobo di rottura nazionale,ma dalla sfacciataggine con la quale la borghesia parassitaria cresciuta attorno ai Ministeri ed alle Region iper alle commesse pubbliche si accaparra ed ostenta la sua ricchezza ed il suo disprezzo per i poveri che sarebbero soltanto dei falliti o, per dirla con Reagan, persone colpevoli della loro stessa povertà e pertanto punite da Dio per questo. Il disprezzo di costoro si estende a quanti vivono normalmente del loro lavoro ripagato da redditi sempre più bassi. . I festeggiamenti di questa gente non hanno mai fine e, dopo lo sdoganamento che la servile stampa italiana ha fatto delle orge di Villa Certosa e di Palazzo Grazioli catalogandole tra le libertà consentite dalla "modernità" post ideologica della società italiana, vengono ostentati e si svolgono tutti più o meno con lo stesso copione di yacht e panfili di lusso, champagne,cocaina, locali notturni, Montecarlo, la Costa Smeralda, Porto Cervo. Non disse forse Flavio Briatore che la ricchezza suscita invidia ma è giusta e che la rovina del Paese è la sinistra? In Sardegna dalle parti della Villa del Capo si riuniscono a nugoli le "barche"degli squali e dei loro complici della politica, di coloro che fanno soldi "veri" costruendo ospedali come quello di Agrigento che si sbriciolerebbero con una piccola scossa di terremoto o vendendo all'estero formaggi scaduti da decenni e riciclati chimicamente o gestendo "privatizzazioni" di servizi pubblici che immediatamente degradano.

A Porto Cervo, nella Costa Smeralda, colonizzata quasi cinquanta anni fa dal ricchissimo Agha Khan che ne fece una enclave per i miliardari, torneranno a riunirsi a sciami, come ogni estate, i detentori di una ricchezza spesso malguadagnata pagata da migliaia di morti ed invalidi sul lavoro ed ottenuta con salari e stipendi che sono tra i più miserabili d'Europa. Si daranno convegno gli evasori fiscali che, ancora una volta, faranno rientrare dall'estero i soldi imboscati pagando un piccolo obolo a Tremonti, e daranno vita a feste e festini per festeggiare la loro piacevole esistenza in un Paese che non è più una Nazione da quando la destra "lo ha rivoltato come un calzino" ma una asocietà come teorizzava la signora Tatcher in cui ognuno vive come in un mare aperto in cui i pesci grossi mangiano i piccoli secondo la legge del più forte. Lo Stato, fattore fondamentale di sicurezza per tutti con le sue leggi ed i suoi servizi va svuotato subito dai parassiti fannulloni a cominciare dalla scuola e dalla sanità.

Il severo Presidente Soru, sardo orgoglioso ed insofferente di vedere le zone più belle della sua Isola diventare proprietà esclusiva ed inaccessibile di gente che la usa soltanto per qualche settimana l'anno, aveva provato ad alzare la testa, a fare qualcosa. I primi a colpirlo furono i suoi stessi compagni di partito che lo costrinsero ad una sconfitta ed a cedere il passo a chi non si fa troppo scrupoli ed è disposto a dare molto altro alla speculazione.

Questo avviene mentre falliscono una dopo l'altra le cosidette riforme dalle quali non è venuto niente di buono come si vede dalla gestione delle ferrovie e dei servizi sociali.Le privatizzazioni hanno accresciuto i costi dei servizi peggiorandone la qualità. Le Regioni meridionali sono giunte al ciglio del baratro non soltanto per l'accaparramento che il Nord ha fatto delle risorse nazionali ma sopratutto per il cattivo uso del regionalismo e delle istituzioni locali diventati esose proprietà di oligarchie che incidono scandalosamente sui bilanci e sulla morale del territorio. Basta scorrere la legislazione di una qualsiasi delle Regioni del Sud per farsi rizzare i capelli in testa e comprendere come la gente starebbe addirittura meglio se non esistessero. Non si sa a quando ammonta il loro indebitamento con l'estero ed in ogni caso tutto quello che incassano serve a mantenere la casta dei politici e le loro clientele. Il Partito del Sud in atto viene proposto come arma di ricatto della borghesia parassitaria e mafiosa meridionale che vive di quanto le passa e le permette il centro-destra. Ma un equilibrio si è rotto e la crisi sociale rischia di tracimare ed investire tutti. Per un lungo periodo di tempo una sorta di equilibrio "assistenzialistico" ha garantito la vita dei poveri che raccoglievano le briciole dei privilegiati del Sud. Questo equilibrio non c'è più dal momento che il parassitismo della oligarchia si è mangiato tutto. Non possiamo sapere che cosa succederà quando si chiuderanno le residue attività industriali.

I licenziamenti nella scuola che costituiva una valvola importante per l'equilibrio sociale di tante famiglie della piccola e media borghesia isolana aprono una ferita sociale di cui la destra non ha calcolato le conseguenze.

Centomila insegnanti in meno nella scuola sono una tragedia sociale che non passerà senza farsi sentire.

Comunque siamo sicuri di una cosa: Il giorno che Berlusconi Tremonti e soci si renderanno conto che le casse sono vuote e che non hanno più niente da arraffare scapperanno verso i loro paradisi esotici tropicali e magari da lì criticheranno quanti si ingegneranno a non farci fallire del tutto come Nazione....e diranno che è tutta colpa dei comunisti.....

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