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Gli strappi internazionali del cavaliere

(24 Agosto 2009)

Da “sinistra” si rimprovera a Berlusconi di non essere abbastanza filo-americano, di inimicarsi il Vaticano, di agire a favore della Russia per la questione del gasdotto, di non aver rimproverato Bossi per la sua posizione sulla fine di ogni intervento militare all’estero, di aver valutato in modo obiettivo la guerra in Georgia suggerita da americani e israeliani, di aver “ceduto” alle antiche richieste della Libia di Gheddafi.
Praticamente le uniche cose positive fatte da Berlusconi in politica estera vengono censurate dalla opposizione, in quanto si distaccano dalle linee strategiche della tradizionale politica estera italiana che notoriamente è di appecoronamento agli USA, alla Nato, e di passività in Europa, che dopo 50 anni non è ancora capace di esprimere una comune politica estera.

E’ evidente che solo dagli strappi, dai forti smarcamenti sia dagli Usa che dalla Nato che dalla dormiente Europa, si possono creare le condizioni di una reale autonomia europea, che finalmente valuti l’ovvietà che gli interessi europei sono serviti molto di più da una integrazione economica con la Russia,piuttosto che dalla politica atlantica che invece alimenta tensioni, aumenta le basi militari in zona, proprio in chiave anti-russa, per impedire che il polo europeo-russo diventi una entità di tale peso da escludere per sempre gli Usa dall’influenza in questa zona del mondo.

Le centinaia di basi militari Usa e Nato in Europa restano ESCLUSIVAMENTE per impedire tale processo. Le minacce “iraniane” e terroristiche contro la sicurezza europea, sono le solite invenzioni del Pentagono, come era prima la minaccia “comunista” . La sola critica seria che si può fare a Berlusconi è che egli non ha collocato queste sue posizioni politiche all’interno di una strategia internazionale, ma ha agito in personale amicizia con Putin e seguendo un filo di interessi economici di grossi gruppi industriali italiani.
Comunque meglio degli appecoronamenti di “sinistra” che concessero senza nemmeno discutere, durante il governo Prodi, il raddoppio della base Usa di Vicenza, e durante il governo D’Alema parteciparono all’aggressione alla Serbia, insieme agli americani, senza neppure chiedere un voto in Parlamento.

Le vere anomalie in Italia sono due: una è il berlusconismo, ossia la concentrazione nelle mani di un solo uomo del potere mediatico, economico e politico, con il suo seguito di leggi ad personam che hanno creato la dittatura in Italia.
La seconda è quella che non c’è una opposizione, con programmi e strategia antagonista alla destra, con una richiesta di modificazione delle regole del gioco democratico a cominciare dalle regole elettorali con la ineleggibilità di chi possiede mezzi di informazione.
Altro che denunciare le orgette e la “mignottocrazia”!

24 agosto 2009

Paolo De Gregorio

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