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Per il pieno reintegro di Alessandro operaio Fin.Al, assolto da un recente processo penale ma non ancora pienamente reintegrato al posto di lavoro

(6 Settembre 2009)

Un valantino degli operai della Fin.Al di Vigonza che racconta la lotta unitaria che hanno organizzato in difesa del posto di lavoro di Alessandro Toschi.
Alessandro da lunedì prossimo tornerà a lavorare: la lotta, l'unità e la solidarietà hanno vinto.

Lunedì 31 agosto, l’assemblea degli operai della Fin.Al di Vigonza (PD) ha deciso di iniziare una mobilitazione a sostegno del pieno reintegro del collega operaio Alessandro, assolto da un recente processo penale ma non ancora pienamente reintegrato al posto di lavoro.

Da metà giugno 2009, il Tribunale ha emesso sentenza di assoluzione nei suoi confronti, e da quel giorno la ditta gli passa lo stipendio mensile senza farlo però entrare in fabbrica; praticamente viene pagato per restare a casa. Nonostante le sue continue richieste all’azienda di essere pienamente reintegrato, la direzione continua ad essere vaga sui motivi di questa vera e propria forma di mobbing, dicendo che la causa è la mancanza di lavoro.

Ma noi operai della Fin.Al sappiamo bene che, nonostante la cassa integrazione a cui da diversi mesi siamo costretti, c’è una cronica mancanza di personale. Inoltre Alessandro vuole guadagnarsi il suo stipendio, e non vuole accettare questa situazione che, se fosse per l’azienda, si potrebbe prolungare per mesi e mesi. Questa forma di mobbing non riguarda però solo Alessandro, in quanto può diventare uno strumento di forzatura anche nei confronti di altri operai che per un motivo o per l’altro creano fastidio o rappresentano un pericolo per l’azienda; ad esempio un operaio combattivo e sindacalizzato, oppure una lavoratrice in maternità o un lavoratore che deve affrontare una lunga malattia: all’azienda basterà pagarlo per stare a casa sperando di sfiancarlo e ottenere un licenziamento.

Ma in questo caso Alessandro è stato pienamente assolto dal recente processo politico a quelle che i media hanno definito le “Nuove BR”, e quindi è suo diritto essere immediatamente reintegrato a pieno nel suo posto di lavoro. Così come l’azienda non si è fatta scrupoli a licenziare subito dopo la sentenza un altro nostro collega processato per gli stessi motivi senza neanche attendere una condanna definitiva, allo stesso modo il reintegro di Alessandro deve essere immediato.

A fronte di questa situazione e a causa del continuo rinvio di decisioni da parte dell’azienda, tutti noi operai Fin.Al siamo scesi in agitazione, prima con uno sciopero di 2 ore per turno per quanto riguarda la giornata di martedì, e poi con uno sciopero di 8 ore con blocco dei cancelli per la giornata di ieri. Grazie all’unità e alla determinazione di tutti gli operai nella difesa del posto di lavoro, abbiamo ottenuto un incontro tra l’azienda e la RSU, che si svolgerà venerdì mattina negli uffici di Confindustria.

La nostra unica proposta è il ritorno di Alessandro nel suo posto di lavoro, se così non sarà siamo già pronti a ricominciare nuovamente gli scioperi e i blocchi della fabbrica.

Aggiornamento venerdì 4 settembre: questa mattina la direzione ha convocato i delegati RSU per comunicare che l’incontro in Confindustria non era più necessario in quanto faranno ricominciare a lavorare Alessandro lunedì prossimo. Una vittoria che dimostra come la lotta paga!

Operai Fin.Al

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