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(29 Luglio 2012) Enzo Apicella

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(Il saccheggio del territorio)

Inceneritore, compensazioni, tariffe e produzione rifiuti

Ovvero quando lo smaltimento rifiuti è un po’ come una droga

(17 Settembre 2009)

Ho sentito un sindaco chiedere che la discarica presente nel proprio comune fosse ampliata, eppure ricordo ancora le feroci proteste che vi furono all’ apertura, mi è venuto allora da pensare che le discariche sono un po’ come la droga, quando ancora non se ne fa uso si aborrisce, poi, quando, si comincia a prendere diventa difficile farne a meno, anzi se ne vorrebbe aumentare la dose.

Questo non vale per tutte le discariche, ma solo per quelle che versano alle casse comunali una compensazione per il disagio causato.

E’ giusto questo meccanismo? Ho molti dubbi al riguardo, gli stessi che ebbero i lavoratori negli anni ’70, quando misero in discussione il meccanismo della “monetizzazione” della salute per cui invece di rimuovere le cause d'insalubrità sul posto di lavoro l'impresa versava al dipendente una indennità compensativa. I lavoratori decisero che la salute non andava indennizzata, ma salvaguardata, la scelta non fu scontata.

Certo che piuttosto che niente è meglio “piuttosto”, d’altronde se i cittadini che hanno la discarica hanno una compensazione non si capisce perché non debba spettare anche a chi ha un inceneritore.

Temo che questo “piuttosto” tuttavia non si concretizzerà. Perché HERA dovrebbe rimetterci senza contropartite e senza che vi sia nulla che glielo imponga, dal momento che l’impianto ha già tutte le autorizzazioni? Avete voluto privatizzate le municipalizzate ora prendete atto che il capitalismo ha le sue regole e nessuna impresa può derogare dalla regola fondamentale: perseguire il massimo profitto possibile.

Le compensazioni si concedono, quando un impianto deve essere ancora costruito allo scopo di lubrificare per ridurre le resistenze sociali e convincere la comunità a prenderlo in quel posto, siamo quindi in ritardo di 6-7 anni; era il sindaco Rusticali che avrebbe dovuto avanzare queste richieste.

Tuttavia le tariffe dei rifiuti ai cittadini forlivesi vanno ridotte, perché da una verifica che feci è emerso che paghiamo circa 5.000 tonnellate di rifiuti che non produciamo, col contratto in vigore eravamo comunque obbligati al pagamento, ma questo contratto è scaduto alla fine del 2008, quindi da quest’anno le tariffe debbono essere calibrate sulla quantità di rifiuti realmente prodotti, occorre verificare che ciò avvenga.

Distinti saluti.

Forlì, 16.09.09

Palmiro Capacci

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