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Sempre difficile la situazione della ceramica BIZTILES di Bondeno di Gonzaga (MN)

(3 Ottobre 2009)

Continua la lotta dei lavoratori delle BIZTILES, dopo che la presidenza del consiglio di amministrazione della società del gruppo Ricchetti di Sassuolo (MO) è passata al socio di maggioranza Panzani a seguito dell'improvvisa scomparsa dell'ex padron Zannoni, avvenuta pochi giorni fa a Reggio Emilia.

La proprietà ha fatto sapere che occorreranno altri giorni per dare delle risposte agli operai ed agli impiegati che dal 2 settembre presidiano lo stabilimento di Bondeno ed hanno pure dovuto difendersi davanti al giudice perchè denunciati dall'azienda per il presunto blocco delle merci che aveva chiesto loro un danno di 350.000 che il giudice ha però rigettato, dando ragione ai lavoratori.

Nel frattempo i sindacati di categoria hanno ricorso alla direzione provinciale del lavoro perchè la BIZTILES non solo non ha corrisposto loro il TFR ma nemmeno i crediti di imposta maturati e non rispetta nemmeno la turnazione prevista dalla legge per le lavorazioni ancora necessarie in azienda: la proprietà infatti ha incaricato delle movimentazioni solamente due operai che hanno accettato e continuano ad entrare, di fatto vanificando la lotta dgeli altri 70 che presidiano i cancelli dopo che l'azienda li aveva lasciati a casa via fax dopo le ferie estive.

Martedì pomeriggio 29 settembre a seguito della richiesta urgente inoltrata all'ASL dai consiglieri comunisti provinciali e del comune di Suzzara di Sinistra Popolare, i funzionari addetti alla sicurezza sul lavoro hanno eseguito un lungo sopraluogo all'interno della fabbrica: il verbale è per ora a disposizione della RSU e in attesa delle dispozioni che verranno impartite, pare che buona parte dell'area della fabbrica possa essere bloccata e preclusa al transito a piedi e con automezzi a causa della pericolosità dell'ambiente, di fatto abbandonato da maggio.

Dalle foto e dal video si capisce quanto può essere pericolosa la situazione interna ad uno stabilimento che si estende per centinaia di metri in fregio all'autostrada per Modena e dove i bancali stracolmi di piastrelle stanno letteralmente sfasciandosi.

Sono in molti a sostenere che la proprietà non risponde nè alle mancanze verso gli accordi sindacali sottoscritti, nè verso gli impegni per la sicurezza e fra gli operai che presidiano ininterrottamente i cancelli, la rabbia verso chi può tutto ed in modo impunito, è sempre più grande ed avvilente.

La ditta era produttiva e le piastrelle di gres rosso venivano prodotte solamente nella fabbrica di Bondeno: il mercato non era in passivo, anche se il gioco di scatole cinesi creato dalla BIZTILES, ex Cervisa, ex LAM ... ha ingarbugliato non poco la situazione: gli operai avevano accettato anche il doppio turno pur di mantenere il lavoro, visto che il Gruppo Ricchetti non voleva assumere e, si sa , il forno funziona 24 ore su 24....

Sul fronte istituzionale Carlo Grassi assessore provinciale comunista al lavoro, pochi giorni fa, ha incontrato l' assessore regionale all'artigianato, ottenendo l'impegno che a breve la giunta regionale convocherà la proprietà, finora totalmente assente da qualsiasi trattativa, non escludendo che l'azienda, almeno in parte, possa essere rilevata da altri e Grassi, aggiunge, anche attraverso l'impegno delle istituzioni a partire dalla Provincia di Mantova che sosterebbe economicamente la proposta di cooperativa di produzione - lavoro avanzata dagli operai.

Inoltre i comunisti di Sinistra Popolare si sono rivolti alla Comunità Europea ed alla Regione Lombardia per conoscere se i macchinari e i forni in uso acquistati dalla BIZTILES con fondi pubblici, siano eventualmente soggetti a prescrizioni e non debbano quindi essere trasportati fuori dalla stabilimento di Bondeno, impedendo di fatto che la produzione possa proseguire.

Per gli operai si tratterebbe di un un collaudato cliché che pare essere assai in voga in occasione delle chiusure di fabbriche a cui le commesse non'esse mancavano: solo nel mantovano dalla Sogefi, alla PMC, alla Gorispac, fino a questa ceramica della bassa che insieme a Polis e Ceramiche Brennero, anch'esse in via di chiusura, formava il polo lombardo della ceramica fra i quelli tecnologicamente più avanzati d'Europa.

Sono bastati cinque mesi per sfasciare un bene che il Gruppo Ricchetti, a torto, considera di esclusiva pertinenza anche grazie a norme che glielo permettono in sfregio a benefici e finanziamenti pubblici ricevuti, accaparrandosi i profitti e ribaltando i danni solo sui lavoratori: il tutto nel più assoluto silenzio, visto che nemmeno il "rosso" comune di Gonzaga, sede della fabbrica sorta ai margini dell'autostrada, fra mille agevolazioni, e residenza di parecchie famiglie di operai della stessa ceramica, in tutta questa vicenda non sta dimostrando grande solerzia..... tanto che proprio la RSU della Biztiles ha dovuto inviare, dopo il ricevimento del verbale ASL, un sollecito al sindaco perché assuma le dovute preacauzioni in merito ad una situazione a dir poco ….sottovalutata.

02/10/2009

Monica Perugini

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