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Elezioni RSU nella scuola: si possono fare a prescindere da Brunetta

(18 Ottobre 2009)

Il decreto “Brunetta”, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prevede, tra l'altro, il rinvio di un anno delle elezioni delle RSU nella scuola già regolarmente fissate per il prossimo 1 dicembre. Una decisione condivisa dai sindacati scuola di CISL, UIL, SNALS e GILDA ma contrastata dalla CGIL, che la ritiene antidemocratica e lesiva del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di “votare i propri rappresentanti, votare sugli accordi, di poter essere i reali protagonisti nelle scelte del sindacato, contribuendo dal basso a ricomporre l'unità sindacale”. Poiché il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed esiste un accordo stipulato con l'ARAN (la controparte pubblica) che ha avviato le procedure, la CGIL ha iniziato a presentare proprie liste in alcune scuole invitando gli altri sindacati a fare altrettanto.

Una posizione astrattamente condivisibile che tuttavia non fa i conti con le responsabilità della stessa CGIL che ha condiviso in questi anni con CISL, UIL, SNALS e GILDA, la firma di contratti che hanno tolto sempre più potere ai rappresentanti eletti dai lavoratori e hanno ridotto le RSU a meri organismi di “gestione” di scelte concertate a livello centrale e quindi strumenti poco efficaci per favorire la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e il miglioramento delle loro condizioni.

Crediamo che i lavoratori della scuola non possano essere usati a seconda degli interessi contingenti di questa o quella sigla sindacale, e vogliamo verificare se davvero l'idea della CGIL di far votare comunque i lavoratori interessati non sia pura propaganda, buona da spendere in questi giorni per poi “rientrare” non appena il decreto “Brunetta” diventerà operativo. Quindi, poiché in migliaia di scuole molti delegati RSU sono ormai decaduti per sostituzioni, trasferimenti e pensionamenti, lanciamo la proposta a tutti i delegati ancora in carica (tra cui molti eletti nelle liste della CGIL) di dimettersi in massa, avviando così il “rinnovo automatico” delle RSU scuola per scuola, aggirando in questo modo il decreto Brunetta.

Una scelta per avviare davvero dal basso una opposizione al “decisionismo” di Brunetta e dei sindacati amici, una modalità meno “burocratica” di rendere realmente protagonisti delle scelte le lavoratrici e i lavoratori della scuola.

SdL intercategoriale Brescia

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