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(9 Gennaio 2011) Enzo Apicella
Rivolta contro il caro-vita in Algeria

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    Gli operai e la FIM-CISL: dissenso, intolleranza e senso della misura

    una dichiarazione del PRC di Forlì

    (31 Maggio 2003)

    Quando si è alla frutta con le argomentazioni si ricorre alla disinformazione e alla non informazione (vedi referendum sull’art. 18) ed al vittimismo, basta fare qualche, meritato, fischio ad un comizio di Pezzotta che l’episodio diventa un esecrabile atto di intolleranza.

    Ma chi l’ha detto che solo chi sta sul palco ha diritto di esprimere la propria opinione e chi sta sotto non lo possa fare mai? Si dirà che ci sono altri modi per esprimere dissenso, ma quali? Se addirittura la FIM e la UILM che rappresentano la minoranza dei lavoratori metalmeccanici firmano un contratto e si oppongono al fatto che tutti i lavoratori coinvolti possano esprimersi attraverso un voto. Questa è la vera intolleranza.

    Noi la pensiamo come l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini quando dichiarò. –“ Libero fischio in libera piazza”.

    Una biasimevole ed assolutamente inopportuna animata discussione fra un sindacalista della FIM ed un operaio esasperato, viene presentata come una aggressione fisica, salvo poi precisare che i “cazzotti” ricevuti sarebbero eventualmente attesi in “futuro”.

    La vera vergogna è la posizione che sul referendum hanno assunto FIM ed UILM, che è la stessa della CONFINDUSTRIA, che si potrebbe riassumere con lo slogan : - “Popolo bue che ne sai tu dei tuoi diritti? Ci pensiamo noi ai tuoi interessi. Il 15 giugno non votare, vai al mare”.

    La FIM-CISL è un sindacato di ispirazione cristiana, ai suoi aderenti chiediamo di riflettere al termine con cui venivano definiti i Cristiani che ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano consegnavano allo Stato i registri con l’elenco degli aderenti alla Comunità dei fedeli per farli giurare fedeltà all’Imperatore.

    Si risponderà che non bisogna confondere il sacro col profano. Appunto! Non confondiamo la lotta ed il dissenso sociale ed anche i piccoli episodi di esasperazione con l’intolleranza e la violenza. Cerchiamo di mantenere il senso della misura.

    Forlì 31 maggio 2003

    Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Forlì
    Il segretario Palmiro Capacci

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