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Monti Bildelberg

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(4 Maggio 2012) Enzo Apicella
32 dall'inizio dell'anno gli operai e i piccoli imprenditori travolti dalla crisi che hanno deciso di uccidersi

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La crisi non è per tutti

(14 Novembre 2009)

Trade Business è una di quelle famose riviste di settore che conosci solo se bazzichi certi ambienti. Gli argomenti sono quindi molto specifici e le tirature sono commisurate a un pubblico non di massa (con relativo prezzo di copertina non esattamente basso, ma comunque neppure esagerato per un mensile). Come suggerisce il nome, la rivista si occupa di normalmente di commercio e distribuzione.

Il numero di questo mese, però, è diverso. Perchè? Perchè c'è un bel dossier dal titolo "I 500 migliori manager italiani. Chi sono e quanto valgono sul mercato". Sfruttandolo e sfogliandolo, togliamoci un pò di curiosità:
· La top ten è fatta da chi guadagna oltre 1,5 milioni di €. Manco a dirlo fra i 25 eletti la parte del leone la fanno i manager del settore finance (banche e assicurazioni).

· Le Coop. Fra i 500 mila e il milione di € troviamo i presidenti di Coop Lombardia (Silvano Ambrosetti), di Coop Adriatica (Gilberto Coffari), di Coop Nordest Marco Pedroni, Vincenzo Tassinari Presidente di Coop Italia e Mario Zucchelli di Coop Estense (non male per una cooperativa, no?).

· Diverse le presenze fra i 500 e il milione di altri protagonisti della GD/GDO (l'AD e il direttore generale di Conad, il presidente di Sisa, l'ad di Gruppo Pam, il direttore generale di Metro Russia). E ancora l'AD di Ikea Italia, Stefano Beraldo (l'Amministratore delegato di Coin) l'AD di Mediamarket (e quindi di Mediaworld), Pierluigi Bernasconi. Vittorio Radice di Rinascente, l'Ad di Upim.

Ovviamente nelle fasce più "basse" (fra 350 e 500 mila €, 250-350 mila e 150-250 mila) le file dei manager dell’attività di distribuzione commerciale al dettaglio si ingrossano.

L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. E la colpa di chi sarebbe? Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati?

A lorsignori la pagnotta, a noi lavoratori dell’Ipercoop le briciole. 95 euro in 4 anni con l’ultimo accordo infame firmato anche dall’IperCGIL. Sfruttamento smodato dei lavoratori, una selva oscura di contratti a tempo determinato, part-time, lavoro straordinario, domeniche lavorative obbligatorie, flessibilità dei turni di lavoro, salari taglieggiati … E vi dovremmo anche ringraziare?

Non pagheremo noi la vostra crisi!

COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI PER RIVENDICARE
LAVORO STABILE – SALARIO – DIRITTI

SLAI COBAS IPERCOOP CREMA

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