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contro il contratto firmato da Fim e Uilm e per il SI al referendum

(1 Giugno 2003)

Il 7 maggio Fim e Uilm hanno separatamente siglato il peggiore e più devastante dei contratti nazionali dei metalmeccanici.
Oltre alle menzogne con cui tentano di coprire i falsi recuperi salariali che si vantano di aver conquistato a tarallucci e vino con Federmeccanica, le orgogliose dirigenze di Fim e Uilm nascondono di aver calato definitivamente le braghe davanti ai padroni e al Governo confindustriale.
Tutto il contratto che loro hanno firmato è pieno di rimandi alle massacranti normative sul lavoro che il Governo, con cui hanno firmato il “Pacco” per l’Italia, sta decretando.

Come fanno i lavoratori iscritti a Fim e Uilm a non rendersi conto che con questa vergognosa sudditanza il loro capoccioni stanno assumendosi la responsabilità storica di affossare definitivamente l’importante ruolo di autodifesa collettiva che un tempo il contratto nazionale aveva facendo scendere in campo la forza unitaria e solidale di tutti i lavoratori metalmeccanici?

Ciliegina sopra questa merdosa torta è l’invito dell’apparato Cisl e Uil a sabotare il referendum sull’art.18. Una eventuale vittoria del sì darebbe tremendamente fastidio all’ inciuccio che loro, e molti altri, stanno tramando coi padroni per svendere a loro la nostra dignità e i nostri diritti : per farci diventare gli schiavi di cui hanno bisogno per competere sul loro mercato.

Anche all’interno dell’apparato Cgil (e Fiom!) circolano molti funzionari che sabotano nella pratica quello che proclamano sui palchi. Tutti quanti accomunati, questi sindacalisti a vita, dall’avere tranquillamente il culo al caldo e non ricordarsi più (o non averlo mai addirittura provato) cosa si sta sempre più subendo nei posti di lavoro con lo strapotere tirannico che i padroni si stanno riprendendo. Col loro consenso.

Questo referendum è un’occasione per lanciare a tutti coloro che stanno seduti sulla nostra testa un messaggio preciso. Se ne vadano loro al mare “a mostrare le loro chiappe chiare” : noi andremo a votare SI’ per mostrare che nella base dei lavoratori, che loro gestiscono secondo i loro interessi e che ricattano con infiniti strumenti, si sta accumulando una rabbia con cui dovranno fare i conti. Facciamoli cagare sotto.

QUESTA È LA BEN PIÙ ENORME VALENZA CHE ACQUISTA
IL REFERENDUM SULL’ART.18 DEL 15 GIUGNO

LAVORATORI E DELEGATI,
A QUALSIASI SINDACATO APPARTENIAMO
ANDIAMO TUTTI A VOTARE SI'

Slai Cobas

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