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(Lotte operaie nella crisi)

Scandaloso silenzio sulla bocciatura dell’accordo cgil-cisl-uil alla Manuli!

Un segnale di dignità il no delle lavoratrici e dei lavoratori!

(14 Novembre 2009)

Una cortina di complice silenzio quello che sta avvolgendo quanto accaduto ieri all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Manuli convocata per valutare l’accordo sottoscritto “in nome e per conto dei lavoratori” da Cgil Cisl e Uil. Un silenzio assordante su tutti i giornali e sui media nazionali, un silenzio emblematico. La bocciatura unanime dell’accordo parla, a chi vuole ascoltare e vedere, di una crisi della rappresentanza dei sindacati tradizionali giunta ormai al capolinea e che si preferisce occultare. Laddove i lavoratori diventano protagonisti diretti e “controllori” effettivi degli accordi sottoscritti in loro nome, le “ombre”, che avvolgono le intese a perdere che da anni Cgil-Cisl e Uil firmano a loro danno, si mostrano per quello che sono: mediazioni in favore della controparte, del padrone per dirla in modo più chiaro.

Scandalose le dichiarazioni di Cgil, Cisl e Uil delle Marche che denunciano “intimidazioni e interruzioni continue” nei confronti dei loro dirigenti sindacali mandati non certo a “spiegare ai lavoratori in modo chiaro e completo l’accordo” bensì a cercare in tutti i modi di farlo “digerire” alle maestranze. Altro che impedimento della dialettica democratica! Quello di ieri, da parte dei lavoratori della Manuli, è stato un esempio di grande “autonomia soggettiva” ad opera dei destinatari di un accordo truffa!

Non a caso, a fronte della riluttanza dei lavoratori ad ingoiare il rospo il segretario nazionale del settore della Cisl, Angelo Colombini ha deciso di “differire” il referendum sperando che il rinvio rendesse più arrendevoli i lavoratori. Una provocazione che non poteva che surriscaldare gli animi di lavoratori già provati da una vertenza in corso da mesi.

Un mestierante di professione il Colombini che non ha trovato ad accoglierlo la solita “rassegnazione” su cui da anni questi grigi burocrati sindacali puntano per “vendere” al padrone i loro “servigi”.

Che il rientro solo di una parte dei lavoratori rappresenti semplicemente l’anticamera del differimento della chiusura della Manuli secondo la tempistica che la proprietà si è data, i lavoratori l’hanno capito e hanno anche capito che solo la loro unità poteva fare la differenza al punto in cui la vicenda era arrivata.

Un segnale di dignità quello dei lavoratori a cui Cgil-Cisl e Uil Marche dovrebbero semplicemente inchinarsi! Perché di fronte all’arroganza e alla granitica fermezza di chi ha il coltello dalla parte del manico (il padrone) e può sempre decidere di chiudere quando vuole un’azienda o spostarla altrove per aumentare ulteriormente profitti già consistenti, non servono mediazioni. Serve la dignità! La dignità almeno di non firmare la messa sul lastrico di centinaia di famiglie operaie per salvarne temporaneamente alcune. Serve quella dignità che il Signor Colombini probabilmente non sa dove stia di casa.

Ai lavoratori della Manuli e al Coordinamento dei lavoratori del Piceno va la nostra totale solidarietà e il nostro impegno perché la loro coerenza non vada persa, anzi, venga valorizzata.

L’unico modo che abbiamo di farlo è continuare a sostenere ed estendere un modo di fare sindacato nei luoghi di lavoro che il nostro RSU della Manuli, Andrea Quaglietti, insieme ai suoi compagni di lavoro, hanno perseguito in questi anni. Un modo di fare sindacato antitetico a quello dei burocrati “della concertazione” e della “resa” alle ragioni dell’impresa.

L’UNICO MODO DI FARE SINDACATO CHE COME SDL INTERCATEGORIALE CONCEPIAMO: DALLA PARTE DEI LAVORATORI, SEMPRE, PERCHÉ IL SINDACATO “SONO I LAVORATORI”!

12 novembre

SdL intercategoriale - Brescia
www.sdlbrescia.it

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