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La fatalità dominante

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(26 Novembre 2011) Enzo Apicella

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(27 Novembre 2009)

Gli ultimi fatti di cronaca relativi al processo TK, danno il senso e la misura ( per noi colma già da un pezzo…) di dove la Direzione Aziendale, i suoi zelanti Dirigenti ed i suoi servili dipendenti ed ex delle sedi di Torino e di Terni, operai ed impiegati senza distinzione si siano quasi tutti in coro asserviti e prestati allo “sporco gioco” di impedire , attraverso false e deviate testimonianze, ordite da un “Piano aziendale”(?) e portate a compito a loro volta da capi e capetti vari, il regolare Processo e l’individuazione delle gravi colpe per cui i sei Dirigenti e L’azienda sono processati.

La dimensione e la gravità dei fatti contestati dalla Procura ai dipendenti quadri ed operai, e più in generale il “clima e l’ambiente” che si respira attorno all’intera vicenda, non solo il Processo principale, ma anche ai procedimenti che si consumano al Tribunale del Lavoro per il lavoratori costituiti Parte Civile, sono di responsabilità pesanti e senza appello che noi additiamo senza timori e riserve all’Azienda ai suoi massimi vertici in Italia, e ad una selva di loschi e laidi personaggi trasversali alla gerarchia aziendale che stante alle fonti ed alle notizie dei media diffuse dalla Procura che sta indagando non fanno altro che confermare ciò che noi a ragione sosteniamo da tempo, dall’inizio della tragedia che ci ha colpiti.

Pur nel massimo e pieno riconoscimento delle Istituzioni preposte, delle Magistratura e della Corte d’ Assise, in cui infondiamo fiducia fino al loro pronunciamento, sottolineando la nostra richiesta di Giustizia, non ci tiriamo indietro nel “giudicare” come atti e fatti vergognosi , che non possono avere nessuna motivazione e giustificazione, ciò che avvenuto negli ultimi quasi due anni.

Siamo da sempre disponibili a confrontarci su tutto ciò che è stata la “vicenda TK” negli ultimi anni , ma altrettanto non siamo e non saremo disponibili a stralciare, revisionare e stravolgere ciò che era la vita lavorativa all’interno dello stabilimento ed i ruoli e le responsabilità che ciascuno di noi aveva.

Infine affermiamo come lavoratori ed ex che siamo pronti a smentire con i fatti e gli argomenti, chiunque cerchi di additare alcune presupposte e false responsabilità e/o mancanze e negligenze non solo rispetto ai fatti di quella notte , ma più in generale nella vita lavorativa nello stabilimento di Torino, che sono stati richiamati nelle dichiarazioni ed affermazioni dei teste e degli imputati durante il dibattimento.

Per il resto ogni parola o termine per descrivere la pochezza e la inesistente levatura etico/morale di tali personaggi non renderebbe giustizia ai Sette Ragazzi , che oggi purtroppo non ci sono più.

Rispondiamo a tali manovre aziendali, sollecitando l’ opinione pubblica, la Città di Torino a scuotersi e destarsi , per ricordare non solo le nostre Sette vite dei compagni di lavoro della Linea5 ma tutte le altre vittime da e per lavoro che ogni giorno , alla media di 3 al giorno muoiono nelle fabbriche e nei cantieri, sulle strade nel nostro Paese che si ricorda solo nel momento tragico dell’ accaduto , che si muore ancora come operai e lavoratori fantasmi in una Guerra sferrata dal Padronato in questo Paese e a cui i Lavoratori e il silenzio/assenza dei Sindacati ancora non abbiamo trovato la forza per reagire !!!

Per questo chiediamo a tutti di mobilitarsi per il 10 Dicembre aderendo alla Manifestazione indetta dalla Rete Nazionale per la Sicurezza davanti al Tribunale di Torino in occasione dell’udienza per il processo Eternit , così da unire nella Lotta e nella richiesta di Giustizia le due più importanti vicende processuali in Italia

Torino 1-12-2009

Associazione Onlus
“Legami d’ Acciaio“

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