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Fassino il sionista

(4 Giugno 2003)

Ecco quanto il segretario dei D.S. Fassino ha dichiarato al Corriere della Sera del 20.05.2003:

Condivido pienamente la scelta di dare vita all'Associazione Sinistra per Israele.
Chi, infatti, si batte per una pace fondata sul principio due popoli-due Stati e sul mutuo riconoscimento della legittimità dei diritti di israeliani e palestinesi, non può accettare visioni caricaturali di Israele e della società israeliana.

Tanto più non lo può accettare la sinistra, alla cui storia e identità l'ebraismo ha concorso in misura rilevante.

Conquistare l'opinione pubblica italiana ed europea - scrive ancora il Segretario dei Ds - e in primo luogo tante donne e uomini di sinistra ad una più matura e obiettiva lettura di Israele e delle sue ragioni, è il modo più efficace per contrastare una destra che, presentandosi oggi come amica di Israele, cerca di far dimenticare le pulsioni antisemite, antiebraiche, anti sioniste e anti israeliane di cui da sempre, e anche oggi, la destra è intrisa.

Per questo - conclude Fassino - da uomo di sinistra che da anni, e spesso con pochi compagni di viaggio, si batte perchè a Israele si guardi senza pregiudizi manichei e ostilità preconcette, aderisco alla vostra iniziativa e sono con voi nel renderne pubbliche le giuste e forti ragioni.



Non c'e' da stupirsi di queste affermazioni filo-israeliane del leader della "sinistra" italiana. Colpisce semmai il cinismo.

Col pretesto di polemizzare con la destra, in realta', il segretario attacca a sinistra, e tenta di contrastare i sentimenti filopalestinesi della sua stessa gente che non dimentica come Israele sia uno stato fantoccio, una enclave dell'imperialismo che si sorregge non solo grazie alla guerra e al terrore nucleare, ma sulla segregazione razziale e l'apartheid, sul genocidio e la violazione di TUTTE le risoluzioni dell'ONU.

Queste semplici verita' sono definite da Fassino "Visioni caricaturali di Israele" "pregiudizi manichei" "ostilità preconcette".
Per lui "Una più matura e obiettiva lettura di Israele e delle sue ragioni" significa ammettere l'inammissibile, l'esistenza del mostro.
Peggio ancora, il segretario non esita a ciulare nel manico, mettendo sullo stesso piano: antisionismo, antiebraismo e antisemitismo, criminalizzando in tal modo la resistenza palestinese e chiunque condanni il sionismo per quello che e': una teoria razzista e segregazionista.

Il poveretto, nel suo strapparsi le vesti per mostrare la sua fedelta' ai potenti della terra, non si avvede che stabilendo un'equipollenza tra ebraismo, sioniso e semitismo, egli avvalora, in un colpo solo, sia l'antisemitismo di tipo fascista (ebrei uguale sionisti), che il sionismo (che afferma la medesima equivalenza).

La verita' e' che la vera sinistra ebraica ha sempre condannato il sionismo e quindi l'esistenza di Israele in quanto frutto della teoria razzista per cui al "popolo eletto" spetterebbe il diritto divino di occupare la Palestina e di cacciare i suoi abitanti.

Jean El Cheikh
UDAP - Bologna

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