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Mr. Nuke

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(16 Marzo 2011) Enzo Apicella
Nonostante il disastro di Fukushima imperversa l'ipocrisia filonucleare

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(Nucleare? No grazie!)

Nella valle del petrolio e del sottosviluppo celebreremo i 6 anni della mobilitazione pacifica di Scanzano

la cui lezione di democrazia e libertà non è stata ancora recepita dalla classe politica lucana e dai tanti politici per caso

(28 Novembre 2009)

27 novembre 2003 - 27 novembre 2009

E' il caso di dire " a volte ritornano" . A distanza di sei anni fa dal 13 novembre 2003 mentre si vuol far ripartire il nucleare in barba ad ogni forma di democrazia e contro il referendum del 1987 la Sogin è rimpallata con il cambio di management dai governi di turno e si paventa da indiscrezioni giornalistiche la nomina a capo dell'agenzia nucleare del generale Jean, come dire in sei anni non è cambiato nulla. L'imbroglio del nucleare di III generazione Epr, in termini economici ,su una tecnologia ormai vecchia mungerà fondi sulle rinnovabili senza garantire un solo Kw (le previsioni parlano di produzione tra non meno di circa 10 anni ). La tecnologia EPR, quella che si vuole realizzare in Italia tra Enel e partner francesi, crea forti dubbi sulle autorità nucleari di tre paesi (Francia, Finlandia, e Gran Bretagna ) sulla sicurezza del reattore, in particolare sui sistemi di interconnessione di sicurezza in caso di incidente. Se non siamo nemmeno sicuri della tecnologia che vogli
amo realizzare, perché imbarcarsi in progetti milionari che prosciugheranno le casse dello stato e dei cittadini senza avere altre alternative valide come proprio le energie pulite del sole, del vento? Il decreto energia di Scajola già assimila il nucleare alle rinnovabili, per cui altri fondi saranno tolti al sole, al vento e al risparmio energetico.Il Kw nucleare poi conviene solo a due condizioni, che lo stato paghi la centrale e la gestione delle scorie millenarie (nessuno ha fatto finora budget di previsioni di spesa). Già le famose scorie che il governo Berlusconi ci voleva rifilare nel 2003. Da quella data oltre ai proclami è cambiato poco o nulla qui in Basilicata.

Il pdl lucano in parlamento si è piegato alla lobby nucleare ed ha sostenuto il rilancio del nucleare sostenendo addirittura la tecnologia EPR, contrariamente a quanto le associazioni avevano chiesto proprio agli stessi senatori e deputati perché rappresentanti eletti nella Basilicata antinucleare.

La regione oltre ai proclami non ha riconvertito la Trisaia di Rotondella in facoltà universitaria e attività produttive e ne ha creato il Parco dei Calanchi sui sei comuni interessati, siti rispolverati dai progetti degli anni 70-80 dai nuclearisti per una centrale nucleare a Trisaia e il sito di scorie nucleari nei calanchi di Craco.

La regione si è comunque opposta al decreto legge sul nucleare, lo stesso che espropria dalle competenze regionali le Valutazioni di Impatto Ambientale sulle estrazioni petrolifere.

Dal sito Arpab si possono scaricare i primi monitoraggi intorno all'Itrec, ma i risultati sono pubblicati sul sito web con ritardo e riguardano dati vecchi di circa 12 mesi, mentre fioccano le interrogazioni regionali e anche parlamentari sul ruolo e l'affidabilità di questo ente per i controlli all'interno e all'esterno dell'Itrec e di altri siti industriali.

Il piano di emergenza nucleare esterno è stato finalmente redatto dalla Prefettura ( chiesto da Noscorie da 5 anni ) ma non è stato divulgato ancora dai comuni di Rotondella, Policoro e Nova Siri alla cittadinanza.

Esiste un procedimento di Via aperto negli uffici del ministero dell'ambiente e della Regione per la realizzazione di un mega capannone di terza categoria e impianto di trattamento di rifiuti nucleari in Trisaia della Sogin, capannone a ns. giudizio sproporzionato rispetto alle attuali esigenze di stoccaggio e senza definire il futuro dei nuovi impianti di trattamento rifiuti di prossima realizzazione ( dopo la solidificazione dei liquidi ad alta attività gli impianti tratteranno altri rifiuti?)

Certo vogliamo che i rifiuti siano sistemati in massima sicurezza, ma non vogliamo che quell'impianto ne ospiti altri o ne lavori altri provenienti da fuori .Considerando che sicuramente le scelte delle centrali ricadranno sui siti esistenti lo stesso sito sito di Trisaia rischia di essere riutilizzato in futuro proprio per il trattamento dei rifiuti nucleari, non a caso era nato per il riprocessamento del combustibile nucleare Uranio Torio .

Sorte peggiore potrebbe invece toccare ai Calanchi ( già obbiettivo delle politiche regionali di trivelle e discariche ) che rischiano invece il deposito nazionale di scorie ingegneristico. Da Marzo non è stato convocato nessun tavolo della trasparenza per discutere il progetto di Trisaia e rispondere alle osservazioni delle associazioni, dei partiti, e del comune di Nova Siri.

L'assessore Santochirico incurante delle osservazioni presentati dalle associazioni sui pericoli inerenti alle trivellazioni intorno al centro nucleare, che continua ad autorizzare (vedi il pozzo morano a Policoro) o e che non verifica (vedi il pozzo rivolta a 200 mt dall'Itrec), non dimostra tecnicamente con dati, progetti e simulazioni che non esiste alcun pericolo .

E' comunque in fase di avvio il biomonitoraggio effettuato da volontari con il contributo del Comune di Rotondella per ulteriori controlli ambientali intorno all'Itrec.

Siamo comunque sempre più convinti di difendere questa terra che non deve morire ne per mano dei nuclearisti e né per mano dei petrolieri ,due facce del sottosviluppo lucano .

NOSCORIE TRISAIA

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