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La colomba della pace

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(4 Settembre 2011) Enzo Apicella

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(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

Nucleare iraniano. Due pesi e due misure?

(4 Dicembre 2009)

Moltiplicando per sei il numero delle sue installazioni attuali, il 29 novembre l’Iran ha annunciato che si doterà di dieci nuovi siti per l’arricchimento dell’uranio e che intende produrre uranio arricchito al 20% - limite fra il nucleare civile e quello militare - sollevando un coro di proteste da parte dei paesi occidentali, in particolari di quelli nucleari e del Consiglio di sicurezza dell’ONU, che dal 2006 esige la sospensione del programma nucleare iraniano.

Il Consiglio dei governatori dell’AIEA Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha votato recentemente una risoluzione che invita l’Iran a cessare immediatamente i lavori sul sito nucleare di Qom e ci si chiede se l’Iran arriverà alla rottura completa con l’Agenzia stessa, seguendo l’esempio della Corea del Nord, che nel 2003 aveva espulso gli ispettori internazionali ed annunciato il suo ritiro dal TNP (Trattato di Non Proliferazione).

A giorni alterni, la pace mondiale sembra dipendere dagli imprevedibili umori del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad o da quelli, ancora più impenetrabili, di Kim-jong-il, succeduto nel 1994 al padre, Kim-il-sung, che aveva diretto il paese dal 1948 al 1994, alla guida della Repubblica popolare democratica di Corea.

Al circo mediatico internazionale, generoso di notizie quando si tratta del programma nucleare iraniano o di quello nord-coreano. appare irrilevante l’informazione secondo la quale Israele – ad affermarlo é la serissima Arms Control Association, - dispone di un arsenale comprendente da 75 a 200 armi atomiche, per il cui trasporto puo’ servirsi dei missili Gerico, degli aerei F15 e F16 o dei sottomarini di fabbricazione tedesca della classe Dolphin.

Uscirà prossimamente nelle sale un film sulla vita di Shimon Peres, classe 1923, il quale - dopo essere passato nel 2005 dal Partito laburista dei suoi giovanili ardori al partito Kadima fondato dal vecchio falco Ariel Sharon - é il 9° presidente di Israele dal 2007, ha ottenuto il premio Nobel della pace nel 1994 con Yasser Arafat ed Yitzhak Rabin, é stato vice-ministro della Difesa dal 1959 al 1965, ministro dal 1969 al 1977, primo ministro una prima volta nel 1977, una seconda dal 1984 al 1986 ed una terza (era stato ministro dal 1986 al 1995), in seguito all’assassinio di Yitzhak Rabin da parte di Ygal Amir.

Membro dell’Haganah dal 1947, Peres divento’ direttore generale della Difesa nel 1953, avviando dal 1954 una fruttuosa cooperazione con la Francia nella lotta contro il comune nemico, l’Egitto di Nasser che i francesi accusavano di sostenere l’FLN algerino: nel 1956 lo Stato francese, il cui governo era presieduto dal socialista Guy Mollet, fornirà ad Israele il primo reattore nuclerare, quello di Dimona, facendone la sesta potenza atomica mondiale.

Si parla nel film dell’opzione Sansone, cioé della capacità di Israele di utilizzare le atomiche - che lo Stato ebraico ha sempre negato di possedere - l’obiettivo delle quali – afferma con estrema disinvoltura Peres - “é di impedire la distruzione di Israele, cosa che, finora, ha ben funzionato e che spero – continua – continuerà a funzionare in futuro”.

Proprio nel momento in cui la prospettiva dell’ingresso dell’Iran nel club atomico prende corpo, Peres parla dei due centri di ricerca nucleare israeliani (Sorek vicino a Yavneh, a sud di Tel Aviv, e Dimona, nel Negev, a sud-est di Bersheba) e della decisione, presa a suo tempo, di costruire quello di Sorek alla luce del sole, mentre quello di Dimona era stato costruito segretamente.

Ci si chiede perché l’ONU, che sottolinea – ad esempio - la mancanza di rispetto della libertà d’espressione e di quella delle donne da parte dell’Iran, non fa la stessa cosa con l’Arabia Saudita o perché, mentre esige un’inchiesta sul colpo di Stato in Honduras contro un presidente regolarmente eletto, non chiede conto agli USA delle elezioni del 2000 e del 2004 o, infine, perché pretende che l’Iran si sottometta ad un controllo assoluto dei suoi programmi nucleari mentre ignora Israele ed altri paesi dotati dell’arma atomica, come l’India ed il Pakistan.

E’ difficile comprendere la coerenza dei grandi media, che rigurgitano di informazioni sempre più preoccupanti sul contenzioso fra l’Iran (o la Corea del Nord) e l’AIEA, ma sono estremamente avari di dettagli a proposito della decisione adottata il 18 settembre 2009 con 49 voti contro 45 dalla stessa Agenzia, nella quale si sottolinea che lo Stato di Israele si é dotato della bomba atomica senza che la comunità internazionale gliene chiedesse e gliene chieda conto.

Giustiniano Rossi

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