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Stazione di Bologna

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(2 Agosto 2010) Enzo Apicella
30° anniversario della strage di stato a Bologna

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(Stato e istituzioni)

12 dicembre 1969- 12 dicembre 2009

Dalla strategia della tensione agli omicidi di stato. 40 anni di violenza, 40 anni di autoassoluzioni

(10 Dicembre 2009)

Il 12 dicembre 1969 le bombe di Piazza Fontana a Milano inaugurano una stagione di stragi, attentati e provocazioni che passerà alla storia come “strategia della tensione”: a partire da allora, e nei decenni successivi (stragi di Piazza della Loggia a Brescia e del treno Italicus nel 1974, strage della stazione di Bologna nel 1980, attentato al rapido 904 nel 1984, solo per citare i casi più noti) il terrorismo dello stato e dei suoi apparati repressivi si è saldato con quello fascista, con l’unico scopo di criminalizzare la sinistra di classe e fermare l’ondata di lotte operaie e studentesche che in quegli anni hanno osato mettere in discussione un sistema che, allora come oggi, si regge sul profitto e sullo sfruttamento.

Nonostante l’evidenza dei fatti, delle testimonianze e delle innumerevoli controinchieste portate avanti da settori di movimento, familiari delle vittime, giornalisti indipendenti o semplici cittadini, lo Stato e i suoi apparati di controllo non solo continuano ad autoassolversi e a sigillare la verità dietro lo scudo dei segreti di stato, ma riutilizzano il vecchio metodo della strategia della tensione in forme nuove, ogni qualvolta si tratta di colpire quelle lotte sociali che osano “disturbare il manovratore”.
E’ così che, da quarant’anni, alle stragi si affiancano gli omicidi di stato: dal ferroviere anarchico Pinelli “suicidato” in questura poche ore dopo le bombe di Piazza Fontana, all’assassinio di Giorgiana Masi nel ’77, fino ad arrivare alle morti di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, di Federico Aldrovandi nel 2005 a Ferrara e di Stefano Cucchi poche settimane fa a Roma.
L’attuale clima di intolleranza e razzismo fomentato dalle istituzioni e dal governo Berlusconi, l’escalation repressiva verso chi lotta contro la loro crisi e le loro politiche di precarietà, disoccupazione e morte, i rigurgiti di neofascismo ad opera di gruppuscoli come Casapound che tornano ad infestare le nostre città grazie al sostegno e alle coperture nei piani alti del potere, e l’ atteggiamento pilatesco dei sedicenti democratici che giungono a mettere sullo stesso piano fascisti e antifascisti, vittime e carnefici, ci spingono a considerare il 12 dicembre 2009 una data la cui importanza va ben oltre la mera commemorazione.
La riflessione e la denuncia dei fili che legano il passato con gli eventi odierni divengono uno strumento indispensabile per rafforzare le lotte e respingere la nuova offensiva reazionaria.

Giovedì 10 dicembre, ore 16.00
Aula A12 occupata, Via Marina 33
Assemblea pubblica


Interverranno:
- Checchino Antonini (giornalista, co-autore del romanzo a fumetti “Zona del silenzio” sul caso-Aldrovandi)
- Vincenzo Miliucci (Confederazione Cobas), che presenterà il lavoro di controinchiesta “La Stage di Stato”

Sabato 12 dicembre ore 16.00 corteo da Piazza del Gesù

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

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