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(17 Gennaio 2010) Enzo Apicella
Il presidente Napolitano omaggia Craxi come "statista", i sindaci Alemanno e Moratti gli intitolano vie a Milano e Roma

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Dove abiti? In via Craxi

(2 Gennaio 2010)

Letizia Moratti, sindachessa di Milano (di quelle che ci vogliono più donne in politica), esalta Bettino Craxi paragonandolo a Garibaldi, a Giordano Bruno, e minaccia di intestargli una strada o un giardino della città.
Se questa signora fosse meno ipocrita, invece di inventarsi qualità “eroiche” e inesistenti di un latitante condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione (tangenti ENI-SAI, Metropolitana di Milano, finanziamento illecito ai partiti), potrebbe legittimamente, in un rigurgito di verità, sostenere ciò che è evidente a tutti quegli italiani che ancora usano il cervello, ossia che il “socialista” Craxi è all’origine della ascesa al potere della destra. Egli eliminò Nenni ed i veri socialisti dalla dirigenza del PSI, egli, insieme alla P2, consegnò il monopolio mediatico a Silvio Berlusconi.

Il vero colpo di stato che ci fu in Italia fu questo: la fine di una strategia politica di unità della sinistra, tra Psi e Pci, l’ingresso al governo con i democristiani (la vera destra fino allora) e la consegna con apposita legge Mammì del monopolio mediatico ad un fiancheggiatore del PSI (Silvio Berlusconi), anche egli piduista come la maggior parte dei dirigenti del Psi in quell’epoca.
Questo accadeva sotto il governo Craxi e i risultati di quella politica sono il governo della destra di oggi, e Mestizia Moratti fa bene a ritenersi miracolata da Craxi, è il suo subconscio che glielo impone, e ciò ci dà la certezza che questa riconoscenza così evidente sia una profonda verità, senza dover scomodare strizzacervelli o esperti di lunga navigazione televisiva.
Craxi deve essere paragonato solo a Mussolini, in quanto entrambi provenivano dal partito socialista (oggi finalmente defunto), ed entrambi hanno proficuamente operato per consegnare l’Italia alla destra.
Questa è la sola verità evidenziata dai fatti storici, ma oggi è il tempo delle parole in libertà, dei revisionismi, delle bugie che, ripetute all’infinito dai media (il mantra delle toghe rosse), diventano verità popolari e consenso elettorale.

Cara Mestizia Moratti, la tua imprudente decisione di voler dedicare una via o un giardino al delinquente Craxi ti proietta autorevolmente nel Ghota della CASTA politica milanese, accanto ai Formigoni, ai Don Verzè, ai dirigenti del PDL che si riconoscono integralmente nei metodi craxiani, ma hanno il grande vantaggio, rispetto al loro predecessore, di non trovare più sulla loro strada un Borrelli o un Di Pietro, ma una bella e democratica riforma della giustizia che darà alla CASTA impunità eterna e tombale, come lo “scudo fiscale” per i capitali sporchi.
Per gli onesti e i difensori della Costituzione c’è l’esile 8% “dipietrista”, assediato da destra e sinistra.

2 gennaio 2010

Paolo De Gregorio

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