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Pavia: giovedì sera la CUB irrompe in Consiglio Comunale

L'iniziativa a favore dei/delle 15 operai/e ex NECA e NECCHI della cooperativa sociale "Unione per il Lavoro". Il Comune di Pavia fa marcia indietro: convocato un tavolo di incontro entro 48 ore

(22 Gennaio 2010)

Giovedì 21 gennaio irruzione in Consiglio Comunale da parte della Confederazione Unitaria di Base unitamente alle maestranze della cooperativa sociale Unione per il Lavoro di Pavia, composta da ex-dipendenti delle fabbriche dismesse NECA e NECCHI.

Una ventina di persone è arrivata in maniera compatta alle ore 20 sotto Palazzo Mezzabarba, sede del Municipio, per dare voce e volti alla battaglia contro l'Amministrazione Comunale, che fino all'altro ieri intendeva abrogare la convenzione stipulata con la cooperativa e procedere all'affidamento dei servizi pubblici attraverso l'indizione di una gara d'appalto.

Bandiere del sindacato, striscioni e cartelli ("Affidamento diretto: tutela per i più deboli" e "Enti Pubblici = Garanzia dei Diritti") si sono fatti largo arrivando all'interno della Sala Consiliare attraverso il grido di "lavoro subito". Presenti il Segretario Nazionale CUB Piergiorgio Tiboni, il fotografo e giornalista Giovanni Giovannetti, Compagne e Compagni di Milano arrivati a dare man forte, una decina dei quindici lavoratori e lavoratrici di Unione per il Lavoro oltre alla presenza sindacale pavese accompagnata dal Segretario Provinciale della CUB, Pasquale Di Tomaso.

Le intenzioni erano delle più serie, così come la linea da applicare in caso di atteggiamento ostile e di chiusura da parte della Giunta di centro-destra guidata da Alessandro Cattaneo (questa sera non pervenuto). "In caso di muro contro muro, si renderà necessario occupare il Consiglio Comunale, non è più accettabile in alcun modo l'atteggiamento liberista della Giunta" ha sottolineato Di Tomaso.

Alle ore 20 è scattata la manifestazione, con l'arrivo di più auto con a bordo i manifestanti ed un furgone piazzato proprio sotto al Comune guidato dai Compagni di Milano: il megafono ha scandito i motivi della protesta accompagnato da un'ottima selezione musicale Resistente, mentre venivano distribuiti volantini ai Consiglieri ed al pubblico che si accingeva a seguire la riunione politica cittadina. L'organizzazione è stata precisa ed accurata, tenendo anche conto dell'eventualità dell'occupazione del Municipio.

Alle 20.30 una ventina di persone si è presentata alla Sala Consiliare, appena dopo le istant question in merito presentate dall'opposizione di centro-sinistra di PD e IdV e poco prima dell'intervento delle RSU dell'Arsenale di Pavia, presentatesi con un comunicato stampa letto da un delegato circa la situazione dello stabilimento che una volta fu importante sede del Genio Militare italiano e che ora va verso la dismissione, con le maestranze "delocalizzate" tra Milano e Piacenza.

È stata poi la volta di Di Tomaso, il quale ha definito "totalmente inaccettabile" la politica perseguita dall'Amministrazione ed ha sottolineato le menzogne diffuse a mezzo stampa da Palazzo Mezzabarba, tra le quali spicca un presunto (e falso) "cambiamento di normativa che costringe il Comune ad indire gara d'appalto per l'affidamento dei servizi di pubblica utilità".
A ciò è seguita la risposta dell'Assessore Cristina Niutta, la quale ha affermato che questa Amministrazione "intende fare di più della precedente, indicendo una gara d'appalto tra tutte le cooperative sociali del territorio e dando quindi maggiori disponibilità di lavoro". Il tutto ben sapendo che Unione per il Lavoro non ha i mezzi (anche finanziari) per partecipare ad un'asta.

A seguito dell'incontro immediato richiesto da Di Tomaso, ci si è accordati per un incontro da effettuarsi entro le prossime 48 ore con il quale verranno definite le nuove competenze lavorative della cooperativa. La mediazione è stata accolta con favore con sostanziale unanimità fra tutte le lavoratrici ed i lavoratori. "La serata è stata complessivamente positiva, sia in termini di partecipazione e coinvolgimento della base sia per l'apertura sulla questione da parte dell'Amministrazione, cosa che risultava impensabile solo fino a ieri" ha commentato Di Tomaso. Alle 23.30 circa il tutto si è concluso in un clima più rilassato.

Proprio l'ampia e compatta partecipazione di base unitamente alla determinazione mostrata da tutte e tutti ha evidentemente fatto effetto sull'Amministrazione dei tagli ai servizi ed ai trasporti oltre che dell'aumento e dell'estensione delle imposte locali. Entro la prossima settimana i 4 lavoratori di ASM Pavia insieme ai/alle restanti 11 lavoratrici e lavoratori sapranno quale sarà il loro destino. Pronti a ripartire immediatamente alla volta di Palazzo Mezzabarba in caso di inadempienza. D'altronde, a Pavia non sarebbe una novità, senza distinzione alcuna di colore politico.

Mattia Laconca (CUB Pavia)

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