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Ventiquattro ore senza di noi

Ventiquattro ore senza di noi

(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
Sciopero generale dei lavoratori migranti

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(L'unico straniero è il capitalismo)

1 marzo 2010: per un coordinamento nazionale contro il razzismo e la xenofobia

(3 Marzo 2010)

La crisi economica sta peggiorando le condizioni di vita di tutti, sia degli italiani, sia degli immigrati. Ma gli immigrati subiscono ancora di più gli effetti della crisi, come dimostrano tutte le statistiche che ci dicono che la disoccupazione tra gli immigrati è aumentata notevolmente e continuerà ad aumentare.

L'approvazione di leggi come il "pacchetto sicurezza" e la vera e propria persecuzione scatenata contro gli "irregolari" che vengono sfruttati nelle fabbriche, nei cantieri, nelle piantagioni, nelle case di questo paese... servono solo a creare odio e insicurezza.

In questa situazione ci sono forze politiche che "soffiano sul fuoco" del razzismo e della xenofobia, sobillando gli italiani contro gli immigrati e cercando di strumentalizzare la paura e il disagio.

A questo si aggiungono situazioni (come hanno evidenziato i fatti di Castel Volturno e di Rosarno) in cui si inseriscono le organizzazioni criminali che spesso controllano anche la tratta dei lavoratori al Nord (come all'Ortomercato di Milano).

Cresce nel paese un clima di intolleranza verso gli immigrati per dividere i lavoratori gli uni dagli altri. I lavoratori possono e devono, invece, unirsi per lottare contro coloro che li sfruttano, che li usano, che li mantengono nella povertà e nell'ignoranza.

Contro il tentativo di seminare l'odio dobbiamo sviluppare la massima unità e collaborazione tra lavoratori e con tutte le persone che lottano contro il razzismo e la xenofobia.

In continuità con l'incontro di Verona di sabato 13 febbraio, al quale hanno partecipato molte realtà che si occupano di lotte dei migranti proponiamo la nascita di un coordinamento territoriale e nazionale che ci permetta di unire le forze.

Partecipiamo a questa giornata per far capire a tutti i lavoratori che gli immigrati non sono qualcuno contro cui combattere, ma qualcuno assieme a cui combattere per difendere e conquistare diritti e dignità.

La crisi economica è internazionale. Colpisce, ovviamente, anche e soprattutto i paesi di origine degli immigrati. Per questo, i flussi migratori tenderanno ad aumentare perché nessun uomo, nessuna donna, può accettare di morire per guerre, malattie, fame...
Ogni uomo, ogni donna, ha il diritto di sopravvivere, anzi, di vivere. Il pianeta ha grandissime risorse che se fossero distribuite in modo equo permetterebbero a tutti di vivere bene. Invece le risorse vengono depredate da pochi e i popoli vengono lasciati sempre più nella miseria.

I fenomeni migratori riguardano centinaia di milioni di persone ogni anno.
I paesi più ricchi - che sono più ricchi proprio perché sfruttano quelli più poveri, come facevano con il colonialismo - non possono chiudere le persone che ci vivono in "fortezze" da cui respingere i "barbari" che premono alle porte.

La solidarietà è l'unica salvezza. Per tutti.

Coordinamento Migranti Verona
Migranti della Toscana del Nord
Redazione Toscana di Primomaggio

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