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85, evviva!

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(13 Agosto 2011) Enzo Apicella
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(Dalla parte di Cuba)

Cuba. Dichiarazione dell’assemblea nazionale del potere popolare

(14 Marzo 2010)

Dopo una campagna concertata da potenti imprese mediatiche, fondamentalmente dell’Europa, che hanno attaccato Cuba ferocemente, il Parlamento Europeo ha appena approvato, dopo un indecente dibattito, una risoluzione di condanna del nostro paese che manipola sentimenti, distorce i fatti, utilizza menzogne e nasconde la realtá.

Il pretesto utilizzato é stata la morte di un recluso, condannato prima per reati comuni e posteriormente manipolato da interessi nordamericani e della controrivoluzione interna, che di propria volontá si é rifiutato di ingerire alimenti nonostante gli avvertimenti e l’intervento di medici specialisti cubani.

Questo penoso avvenimento non puó essere utilizzato per condannare Cuba adducendo che avrebbe potuto evitare una morte. Se esiste un campo in cui il nostro paese non deve difendersi con le parole, dato che la realtá é incontestabile, é proprio quello della lotta per la vita degli esseri umani, sia quelli nati a Cuba che in altri Paesi. Valga un solo esempio, la presenza di medici cubani ad Haiti giá da undici anni prima del terremoto dello scorso gennaio e sottaciuta dalla stampa egemonica.

Dietro tale condanna vi é un profundo cinismo. Quante vite di bambini si sono perse nelle nazioni povere a causa della decisione dei Paesi ricchi, rappresentati nel Parlamento Europeo, di non mantenere i loro impegni di aiuto allo sviluppo. Tutti sapevano che si tattava di una sentenza di morte di massa, ma hanno scelto di preservare i livelli di sperpero e di ostentazione di un consumismo alla lunga suicida.

Offende inoltre i cubani quel tentativo di darci lezioni in un momento in cui in Europa si reprimono immigranti e disoccupati, mentre qui il popolo, liberamente e senza intermediari, nel corso di riunioni di quartiere propone i propri candidati per le elezioni municipali.

Coloro che partecipano o permettono il contrabando aereo di detenuti, la istituzione di carceri illegali e la pratica della tortura, non hanno morale alcuna per valutare un popolo aggredito e sottoposto brutalmente a blocco.

Una condanna cosí discriminatoria e selettiva, puó essere spiegata soltanto dal fallimento di una politica incapace di mettere in ginocchio un popolo eroico. Ne la Legge Helms Burton, ne la Posizione Comune europea, nata lo stesso anno, nelle stesse circostanze e con le stesse intenzioni, entrambe lesive della nostra sovranitá e dignitá nazionali, hanno il benché minimo futuro, dato che noi cubani respingiamo l’imposizione, l’intolleranza e la pressione come regola nelle relazioni internazionali.

11 marzo 2010

Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba

Fonte

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