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Arsenico Lupin

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(6 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Emergenza in Lazio per le concentrazioni di arsenico nell'acqua superiori ai livelli stabiliti dalla UE

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Il 20 marzo in piazza a Roma

Stop alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici. Stop alle intimidazioni del governo e delle forze del centro-destra

(16 Marzo 2010)

Sabato 20 marzo i comitati popolari, le associazioni, i sindacati e le amministrazioni locali che in questi anni si sono battute aspramente contro la privatizzazione dell’acqua pubblica daranno vita a Roma ad una importante manifestazione nazionale. Nonostante questa manifestazione fosse convocata da tempo, Berlusconi e i partiti del centro-destra hanno voluto per forza convocare un’altra manifestazione per lo stesso giorno nella capitale, creando così il rischio di scontri e violando lo stesso protocollo restrittivo voluto dal sindaco di Roma Alemanno contro le manifestazioni. E’ un atto di intimidazione e arroganza inaccettabile, lo stesso con cui il governo, ed anche alcune amministrazioni di “centro-sinistra” in diverse città d’Italia, intendono procedere alla privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni essenziali.

La lotta contro la privatizzazione dell’acqua è emblematica dello scontro che in molti paesi del mondo - dall’America Latina all’Europa – è stato ingaggiato dai movimenti popolari contro la rapacità delle grandi e piccole multinazionali che vogliono mettere le mani anche su beni pubblici necessari come l’acqua potabile, trasformando una risorsa necessaria in merce da vendere a caro prezzo e sui accumulare enormi profitti perché dell’acqua non si può fare a meno.
Anche in Italia, le tariffe dell’acqua sono aumentate ovunque e sono aumentate in misura assai superiore lì dove gli acquedotti e le società che li gestiscono sono passati in mano ai privati (vedi i casi clamorosi di Arezzo o di Latina). La smania di profitti è stata talmente brutale che in diversi paesi – dalla Bolivia alla Francia – chi in passato aveva privatizzato l’acqua adesso l’ha riportata sotto gestione pubblica.

La posta in gioco è molto alta

Con l’approvazione del decreto del ministro Ronchi su pressione dei poteri forti dell’Unione Europea, si vogliono privatizzare non solo l’acqua ma tutti i servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti, riscossione tributi etc). Si tratta di servizi essenziali alla popolazione che i “prenditori” privati intendono arraffare e vendere a peso d’oro (come già accade nel settore dei rifiuti). Con questo decreto il governo e le amministrazioni comunali regalano servizi e profitti a privati senza alcun vantaggio per la popolazione e le società municipalizzate che li gestiscono le quali vengono avviate verso la dismissione.

Società municipalizzate Ricavi economici Lavoratori occupati
711 102,4 mld di euro 240.000

Emerge con evidenza come, nonostante i Comuni (di destra o di “sinistra”) siano ovunque azionisti di maggioranza nelle principali società municipalizzate già sottoposte a processi di privatizzazione, gli incassi che ne ricavano – e che quindi vengono destinati alla collettività - siano talvolta meno di 1/4 di quelli che vanno ai soggetti privati (multinazionali come Suez, Veolia e prenditori come Caltagirone, Intesa-Sanpaolo etc.)

Società Capitalizzazione di mercato (mln.) Soci pubblici Quota% possesso dei soci pubblici Incasso per i comuni (mln)
A2A 3.979 Comuni MI e BR 55% 991
Hera 1.599 Bo,Mo,Fo,Fe,Ra 59% 521
Acea 1.509 Comune di Roma 51% 336
Iride 959 Comuni To, Ge 59% 269
Enia 566 Comuni RE,Pr,Pc 63% 187
Acegas-Aps 212 Comuni TR e PD 63% 70
Totale 9.110 mln di euro 2,373 mln. euro

Anche in Italia contro le privatizzazioni dei servizi e l’arroganza dei “prenditori”:
Organizzazione, Resistenza, Conflitto!

La Rete dei Comunisti

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