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L'Italia tripudia la guerra

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(5 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Solidarietà con Emergency

Basta con la guerra in Afghanistan. Ritirare le truppe italiane

(16 Aprile 2010)

Il 10 aprile militari del governo fantoccio dell’Afghanistan e delle truppe di occupazione di quel martoriato paese hanno attaccato l’ospedale di Emergency a Lashkar-gah e sequestrato nove membri di Emergency, sei afgani e tre italiani (Dell’Aira, Garatti e Pagani).

Come ha affermato con la massima chiarezza Gino Strada, “si tratta di una sporca manovra per estromettere Emergency dal Sud dell’Afghanistan; è iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad una offensiva militare in quella regione”: e l’obiettivo sarebbe raggiunto se Emergency sarà costretta a chiudere l’ospedale.

Grottesca la motivazione del sequestro: il personale del Centro chirurgico avrebbe avuto intenzione di preparare un attentato contro il governatore della provincia di Helmand. Al sequestro dei 9 operatori di Emergency hanno preso parte , come testimonia chiaramente un video della Associated Press che sbugiarda la smentita dei vertici militari dell’Isaf, militari britannici del contingente Nato.

Il governo italiano, dopo aver attaccato Emergency con le parole del sottosegretario agli Esteri Mantica e lo stesso ministro Frattini, che hanno preso per buona la ridicola motivazione del sequestro, non ha compiuto alcun serio atto contro il rapimento dei nove e in particolare dei tre cittadini italiani, nonostante il grande – e sconcio – impegno militare dell’Italia nella guerra in Afghanistan dovrebbe favorire il governo nella protezione adeguata dei suoi cittadini.

Esprimiamo la massima solidarietà ad Emergency, chiediamo l’immediata liberazione dei nove sequestrati e la riapertura dell’ospedale, ribadendo le richieste fondamentali del popolo nowar italiano e internazionale: basta con la guerra in Afghanistan, ritiro di tutte le truppe occupanti, a partire, per ciò che ci riguarda direttamente, da quelle italiane.
In contemporanea alla manifestazione di Piazza San Giovanni sabato si svolgerà a Roma un importante corteo in difesa della scuola pubblica, convocato molto tempo prima del sequestro degli operatori di Emergency, che non era possibile né annullare né rinviare, che partirà dal Colosseo alle 15 e arriverà a Campo de’ Fiori. Al termine di questa iniziativa, una delegazione dei COBAS si recherà a P. San Giovanni per partecipare all’iniziativa ed esprimere direttamente la solidarietà con Emergency.

Piero Bernocchi
Portavoce nazionale COBAS

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