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Libero mercato

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(18 Novembre 2008) Enzo Apicella

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(Capitale e lavoro)

Napoli. Appello per un 1° maggio anticapitalista

(23 Aprile 2010)

Manifesto 1 maggio napoli

Gli effetti della crisi economica mondiale stanno ormai diventando devastanti per la maggioranza della popolazione mondiale.

Mentre i padroni delle grandi multinazionali non hanno mai smesso di fare affari, e mentre i banchieri, gli speculatori e i manager responsabili della crisi continuano a navigare nell’oro grazie ad aiuti statali di ogni tipo, centinaia di milioni di lavoratori e proletari vedono peggiorare ogni giorno di più le proprie condizioni di vita. Anche in Italia la realtà, impietosa e al contempo drammatica, è sotto gli occhi di tutti:
• Aumentano costantemente le ore di cassa integrazione
• Chiudono stabilimenti, officine, call center e gran parte dei rispettivi indotti
• Migliaia e migliaia di contratti precari peggiorano o scompaiono del tutto.
• Il tasso di disoccupazione reale supera il 10% nazionale e il 25% al Sud
• Anche chi mantiene il posto vede ridursi pesantemente il potere d’acquisto del salario per via degli accordi-bidone firmati dai vertici di Cgil-Cisl-Uil-Ugl.

• Continuano a lievitare le bollette e le tariffe di beni e servizi essenziali (acqua, luce, trasporti, istruzione, rifiuti, ecc.), a causa delle privatizzazioni selvagge attuate dai governi nazionali e locali. Per non parlare di fitti e mutui…
I padroni usano la crisi come alibi per aumentare i profitti, intensificando lo sfruttamento sui luoghi di lavoro e distruggendo quelle poche tutele uscite indenni da decenni di attacchi ai diritti e al salario.

Per fare ciò si servono delle leggi del governo: il recente “Collegato al lavoro”, che ha l’intento di smantellare definitivamente l’art.18 dello Statuto dei lavoratori e garantire ai padroni ulteriore mano libera sui licenziamenti, ne è una chiara dimostrazione.

La Lega Nord e le destre reazionarie gettano fumo negli occhi dei proletari: con le loro politiche razziste e xenofobe questi partiti cavalcano le paure e l’insicurezza sociale generata dalla crisi per contrapporre tra loro lavoratori italiani ed immigrati ed evitare che il malcontento di entrambi si indirizzi contro il comune nemico che li sfrutta, affama e licenzia.

Il tutto con la complicità o col silenzio-assenso delle finte opposizioni parlamentari (PD, IdV, ecc.): queste, quando erano al governo e tuttora negli enti locali, si dimostrano servili agli interessi del capitale e ostili ai lavoratori al pari della destra.

Ma anche con una repressione sempre più dispiegata nei confronti di quelle realtà e soggetti che agli effetti della crisi rispondono, nei luoghi di lavoro come sui territori, con la lotta.

In questo quadro devastante, la politica di subordinazione del sindacato confederale agli interessi delle aziende, che nel caso di CISL, UIL e UGL è ormai aperta cogestione degli attacchi di governo e padroni, sta diventando, ancor più di prima, un ostacolo alla ripresa di un forte scontro di classe. La stessa CGIL non va oltre un’opposizione parolaia, più attenta ad evitare il peggio che ad alzare lo scontro rafforzando ed unificando le lotte dei lavoratori delle aziende in crisi e dei precari. Tante occupazioni di tetti e poca piazza. La solitudine in cui vengono lasciate queste lotte, la contrattazione al ribasso per soluzioni aziendali provvisorie e poco credibili, stanno accrescendo la sfiducia e la rassegnazione.

E’ sempre più evidente il clima di insofferenza, sfiducia e disillusione di settori consistenti di popolazione verso lo squallido teatrino della politica: lo dimostra l’altissima percentuale di astensioni alle ultime elezioni regionali. Non basta! Questo malessere deve trasformarsi in rabbia, in mobilitazione e lotta!

E’ necessario riprendere fiducia in noi stessi, nella nostra capacità di rivendicare i diritti e lottare uniti per il diritto al lavoro, al salario garantito, alla casa, all’istruzione, ecc…in poche parole, per la difesa intransigente dei nostri interessi, superando gli steccati di categoria, di razza, di luogo di lavoro o di profilo contrattuale e in maniera autonoma da partiti asserviti agli interessi padronali (siano essi di destra, centro o “sinistra”) e dai vertici sindacali concertativi.

Di fronte a noi non abbiamo un altro sviluppo radioso per il quale dovrebbe valere la pena sacrificarsi ed aspettare fiduciosi, come ci viene chiesto. Per riuscire ad uscire da una crisi economica irrisolvibile i potenti del mondo ci imporranno politiche di lacrime e sangue. Basta guardare a ciò che sta accadendo in Grecia. Tutto questo mentre prosegue e si inasprisce, anche con le occupazioni militari, l’affamamento e lo sfruttamento delle masse dei paesi del Sud del mondo. Lo scontro di civiltà, la sicurezza internazionale ed i pericoli del terrorismo, con cui si sono giustificate le aggressioni all’Iraq, all’Afganistan, a Gaza e si prepara quella dell’Iran, servono a nascondere la loro sete di profitti e a convincerci a guardare a questi popoli come nostri nemici.

Non sono questi popoli il nostro nemico, non è questo il futuro che vogliamo!

Non c’è uscita dalla crisi, dallo sfruttamento, dagli orrori della schiavitù e della guerra, senza mettere fine alla causa di tutto questo: il sistema capitalista.

RIPARTIAMO DA UN 1 MAGGIO DI LOTTA

Per rimettere in campo la nostra classe, quella di tutti gli sfruttati, la nostra forza, la nostra prospettiva.

Appuntamento: ore 10,00 p.zza Mancini

Rete Anticapitalista Campana:
(Confederazione COBAS,- CSOA Officina 99- L.O. SKA- Area Antagonista Campana – Collettivo Autorganizzato Universitario – Studenti Federico II – Collettivo Operatori Sociali – Rete Campana Salute e Ambiente – ISKRA – Coordinamento II Policlinico – Collettivo Baruda – Associazione Unità Comunista – Movimento difesa del territorio Area Vesuviana – RadioVostok – CSOA Tempo Rosso – Collettivo Studenti No Pasaran – Red Link – Collettivo Mank ‘E Kan – Precari Scuola Cobas Napoli – Assise Cittadina per Bagnoli – Movimento di Lotta per il Lavoro ( Banchi Nuovi, MDA B. Buozzi, MDA ex Macello, Zona Orientale, Vela gialla, Idea Nord, Orientati e Formati)

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