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Buona notte, Italia

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(11 Giugno 2010) Enzo Apicella
Il senato approva la legge "bavaglio" alla libertà di stampa

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B: "in Italia c'è troppa libertà di stampa"

(7 Maggio 2010)

Il presidente dell’associazione dei giornalisti, Roberto Natale, secondo il quale Alessandro Sallusti è un giornalista (quello che a Ballarò ha messo sullo stesso piano l’affitto di D’Alema e la casa di Scaiola, per cui “tutti colpevoli, nessun colpevole”) dichiara: “quella sera abbiamo ascoltato una caduta di stile, è una pessima pagina nel rapporto tra politica e informazione”.
Natale è un soggetto che allo sciopero generale dei giornalisti ha portato in piazza 50 persone, ma non si vergogna della sua categoria, anzi difende un se…o come Sallusti.
Abbaiare o sviolinare per conto terzi, secondo gli interessi di ogni padrone di giornale o Tv, non è giornalismo. Anche se sei tra i migliori, come Enzo Biagi o Montanelli, ti mettono alla porta se non ti adegui alla linea editoriale stabilita del padrone.
Un esponente di spicco di questa categoria di padroni è il fascista Ciarrapico, senatore del Pdl, oggi indagato per truffa allo Stato di 20 milioni di euro, che controlla 12 testate quotidiane in Lazio e Abruzzo, con cui si è fatto eleggere in Parlamento. Possiamo immaginare l’indipendenza dei suoi giornalisti!

Natale, come rappresentante di tutti i giornalisti, ci dovrebbe spiegare che questo è l’ordine delle cose, che oggi in Italia solo Travaglio, Iacona, Gabanelli fanno qualcosa di simile al giornalismo in quanto indipendenti o in quanto capaci di scovare, analizzare con meticolosità e competenza, e offrire così notizie che ci possono far dare giudizi seri sulla realtà.
Per me non è buon giornalismo quello fatto da Santoro, Floris e simili, che in questi anni hanno contribuito a creare dei professionisti della rissa (l’antesignano fu Sgarbi), in cui nessuno riesce a spiegare correttamente ed estesamente il proprio punto di vista, e risulta vincente solo chi ha la battuta più pronta, la complicità della regia, l’aspetto fisico e l’aggressività.
Posso capire che, dopo vent’anni di berlusconismo televisivo, il cervello di tanti italiani si è ristretto di volume e sopporta solo questa porcheria, ma ripeto che questo non è giornalismo, non è informazione, è una degenerazione della politica e dei rapporti tra le persone ed è lo specchio di una società in profonda crisi, in cui ognuno ascolta solo se stesso.

Manca enormemente una rete televisiva indipendente.
Faccio un esempio: se nella situazione di crisi della Grecia e forse di altri paesi europei, compreso il nostro, il cittadino (per ragionare con la sua testa) non ha a disposizione le cifre vere, garantite ad esempio dalla Corte dei Conti, del nostro deficit, della esposizione delle nostre banche con i buoni del tesoro greci, le cifre sulla disoccupazione, del numero di immigrati, di quanti titoli spazzatura sono nelle nostre banche, di quanti “derivati” strangoleranno i comuni italiani che li hanno sottoscritti, del “picco” del petrolio, nessuno di noi può farsi una opinione. E la sola“opinione pubblica” che conta è quella creata da falsi giornalisti che obbediscono autocensurandosi, e soprattutto omettendo, minimizzando le notizie sgradite o ingigantendo quelle gradite.

La notizia che il TG1, sotto la direzione indipendente ed illuminata di Minzolini, ha perduto più di un milione di telespettatori è un bellissimo evento. Ci regala qualche speranza di guarigione. Proseguiamo con questa terapia di astenerci da questa disinformazione e poniamoci l‘obiettivo di far fallire la RAI, che ormai è un potentato politico in mano per 2/3 di Berlusconi, con uno sterminato numero di giornalisti, tutti riconducibili a parentele politiche ed è, quindi, IRRIFORMABILE!

7 maggio 2010

Paolo De Gregorio

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