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Ma il Ministro Frattini ha idea di cosa siano i Territori Occupati?

(27 Maggio 2010)

La Coop ha deciso di non vendere i prodotti coltivati nelle colonie israeliane illegali perché etichettati con “Made in Israele” e questo non è trasparente per i consumatori.

Il Ministro Frattini ha commentato la decisione con affermazioni che denotano una non conoscenza della geografia dei Territori Occupati.

Mi sono veramente stupito nel sentirlo dire: “nei Territori occupati lavorano decine di migliaia di palestinesi, quindi questa iniziativa può incidere sull'economia dei Territori che dà lavoro ai palestinesi.”

Ma lo sa il Ministro Frattini che nei Territori Occupati, cioè in Cisgiordania e Gaza" ci vivono milioni di palestinesi e che anche se la disoccupazione è al 50%, con punte del 70%, i palestinesi che ci lavorano sono milioni?

Lo sa il Ministro Frattini che le colonie, cioè delle città israeliane dentro la Cisgiordania, sono chiuse da reti metalliche e da un Muro alto fino a 9 metri e che i palestinesi non possono nemmeno avvicinarsi a queste terre e tanto meno lavorarci?

Lo sa il Ministro Frattini che ogni abitante delle colonie consuma 1.000 litri di acqua al giorno, mentre nei villaggi palestinesi, vicini alle colonie, il consumo medio è di 30 litri al giorno?

Lo sa il Ministro Frattini che l’80% dell’acqua che nasce nei Territori Occupati viene convogliata in Israele e nelle sue colonie e che con il contributo di quest’acqua gli israeliani irrigano il 70% delle loro terre coltivabili, mentre con l’acqua che rimane i palestinesi possono irrigare solo il 5% delle loro?

Lo sa il Ministro Frattini che nei Territori Occupati, cioè in Palestina, gli occupanti, cioè gli Israeliani, hanno il monopolio dei pozzi d’acqua e possono perforare pozzi fino a 800 metri di profondità per accedere alle falde migliori, mentre i palestinesi, nella loro terra, non possono perforare oltre i 150 metri?

Lo sa il Ministro Frattini che i palestinesi non possono esportare praticamente niente perché hanno già poco per loro e, comunque, per farlo dovrebbero superare gli impossibili Checkpoint israeliani?

E se anche potessero esportare l’olio degli ulivi, ancora non sradicati, cosa scriverebbero sull’etichetta: Made in Palestina? Ma lo stato palestinese non esiste, 8 milioni di palestinesi, tra residenti e profughi, non hanno nemmeno la terra su cui costruirlo.

Lo sa, infine, il Ministro Frattini (affermando: “…la questione viene fatta con riferimento ai prodotti israeliani, perché sono ebrei”) che Israele è uno stato come gli altri e quindi può essere criticato, come si criticano tutti gli altri stati del mondo e che criticare gli israeliani non significa essere contro gli ebrei e tanto meno antisemiti o antisionisti?

26 maggio 2010

Ruggero Da Ros
Vittorio Veneto TV

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