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(24 Settembre 2010) Enzo Apicella
L'ONU censura Israele per l'assalto alla Freedom Flottilla. Il governo israeliano fa finta di niente.

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Terrorismo di stato

31 maggio: le forze armate di israele attaccano il convoglio internazionale di aiuti umanitari che portava aiuti per la popolazione della striscia di gaza. Almeno 19 morti e un numero imprecisato di feriti e dispersi.

(2 Giugno 2010)

Nelle prime ore della giornata del 31 maggio, le 8 navi del convoglio umanitario internazionale che portavano cibo e medicine (10.000 TONNELLATE) per la popolazione della striscia di Gaza, colpita dall’occupazione militare e poi da un embargo che ha ridotto la popolazione allo stremo decisi e imposti da Israele, è stato attaccato dalla marina e dall’aviazione israeliana.

Si sa ancora poco sulle identità delle vittime, e niente ad oggi è dato sapere sulla sorte degli almeno cinque italiani presenti negli equipaggi della flotta pacifista, sebbene la Farnesina escluda che tra loro vi siano delle vittime.

''Centinaia di soldati stanno attaccando simultaneamente le navi della flottiglia pacifista come se fosse una guerra''. Queste le ultime parole di un cronista dell'emittente Tv panaraba Al Jazeera nel collegamento in diretta TV da una delle navi della Freedom Flotilla in rotta verso Gaza. Poi, il collegamento satellitare è caduto.

Un attacco svolto dunque in diretta TV, diretto contro navi su cui erano imbarcati circa 700 volontari internazionali umanitari provenienti da 40 paesi, tra cui donne e bambini.

Questo a dimostrazione – ancora una volta – che la borghesia esercita la sua violenza ormai senza alcun pudore e senza alcuna pietà.

Secondo le organizzazioni umanitarie l’attacco è avvenuto in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale”. E non è strano, visto che le leggi le fanno i padroni, ma sono tenuti a rispettarle solo i proletari e la povera gente.I giornali parlano da subito di pesanti ripercussioni politiche e di crisi internazionale. La Turchia ha chiesto ed ottenuto la convocazione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Proteste anche da varie parti. Immancabili quelle della commissaria dell’inutile “Alto Commissario dell'Onu per i Diritti Umani”, Navi Pallay, che si è detta scioccata per quanto accaduto. Obama ha chiesto ufficialmente spiegazioni, mentre l’Unione Europea ha chiesto la apertura di una commissione di inchiesta imparziale.

Il ministro degli Esteri italiano Frattini ha fatto sapere che già in mattinata "ha parlato con l'ambasciatore israeliano a Roma e ha chiesto” - bontà sua – “spiegazioni". "Ribadisco l'appello” – aggiunge Frattini – “che ha fatto più volte l'Unione Europea affinché nella striscia di Gaza , martoriata e sofferente possano arrivare senza ostacoli gli aiuti umanitari che sono necessari, fatti salvi ovviamente i controlli di sicurezza"
Ma alle dichiarazioni di circostanza di Frattini, da sempre cieco-complice di fronte ai crimini israeliani, si sono aggiunte subito le imbarazzanti dichiarazioni del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, che ha definito la missione della flotta pacifista come "una voluta provocazione"." Mantica ha detto anche che "era un'illusione pensare che Israele non reagisse visto che il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo". Queste edificanti dichiarazioni del sottosegretario mostrano ciò che le borghesie di tutto il mondo pensano dietro la maschera pietista in cui si nascondono . Siamo assolutamente sicuri che tutto ciò non porterà a una diminuzione dell’appoggio dato a Israele da USA ed UE, anzi non porterà a nulla.

Al di là delle chiacchiere, e al di là delle differenti posizioni politiche dei vari Stati, dettate - sia quando condannano che quando coprono o appoggiano i soprusi e le guerre - solo ed esclusivamente alla difesa dei loro interessi politici ed economici e non certo al rispetto dei diritti umani, questa vicenda dimostra – per la milionesima volta - che vi sono Stati che, forti dell’appoggio internazionale delle grandi potenze, ignorano i più elementari diritti.

Emblematico di quale siano gli interessi che muovono la politica internazionale delle grandi potenze è il caso salito in questi giorni alla ribalta internazionale. Il presidente della Repubblica tedesca, Koehler, si è dovuto dimettere, dopo le polemiche divampate per una sua dichiarazione sui motivi della presenza delle truppe tedesche nel teatro di guerra afgano. Ecco le sue dichiarazioni: "Un grande Paese orientato
all'export come la Germania deve sapere che in caso di necessità è necessario anche un intervento militare per difendere i propri interessi, le libere vie di comunicazione commerciale, ma anche l'impedimento di instabilità di tipo regionale, che sicuramente si ripercuoterebbero negativamente sulle nostre possibilità in termini di commercio, posti di lavoro e salari”.

Della serie: costretto a dimettersi per avere – imprudentemente – detto la verità, una verità talmente impresentabile che non conviene dirla pubblicamente, alla faccia delle bugie sulle missioni di pace.

Iniziano ad arrivare, da parte di varie organizzazioni del movimento dei lavoratori italiani le prese di posizione di solidarieta’ e di denuncia. Solidarieta’ con i volontari umanitari attaccati e con i proletari e le masse povere palestinesi ridotte alla stremo dall’occupazione e dall’emargo. Denuncia del ruolo oppressivo dello Stato di Israele nel medio oriente e dell’appoggio – politico, economico e militare - fornito a questo Stato dalle grandi potenze imperialiste – Italia compresa – per difendere i loro sporchi interessi. Tagli ai salari, fame, disoccupazione e guerre sono facce di una stessa politica con cui la borghesia di tutti i Paesi tenta di difendere i suoi profitti minacciati dalla crisi e dalla concorrenza internazionale.

Invitiamo tutti i lavoratori italiani ed immigrati e tutte le organizzazioni a serrare le fila per rispondere colpo su colpo all’attacco portato avanti dalla borghesia a livello interno e internazionale. Ci aspettano tempi durissimi dai quali potremo difenderci solo ritrovando la solidarieta’-unità interna e internazionale tra i lavoratori e le masse povere di tutti i paesi.

SINDACATO INTERCATEGORIALE
COBAS LAVORATORI AUTORGANIZZATI

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